Allarme Cisl: 82 mila posti a rischio

07/02/2003

 venerdì 7 febbraio 2003
 
Pagina 27 – Economia
 
 
Pezzotta preoccupato dalla crisi della grande industria. Riforma del lavoro, D´Amato applaude
Allarme Cisl: 82 mila posti a rischio Sì al piano mobilità da Sud a Nord
          Progetto sperimentale: alloggio, formazione e spese di viaggio per i disoccupati meridionali
          VITTORIA SIVO

          ROMA – In Italia dal Nord al Sud, nella sola grande industria, sono 82.600 i posti di lavoro a rischio, fra ristrutturazioni, cassa integrazione, processi di mobilità e chiusure di aziende. E´ la mappa della crisi che si ricava da un rapporto della Cisl sullo stato dell´industria, presentato ieri dal segretario generale Savino Pezzotta assieme alla richiesta al governo e alle imprese di aprire un confronto ad hoc. A marcare il differente approccio al problema, rispetto alla Cgil che sciopera da sola il 21 febbraio, Pezzotta sottolinea che «la protesta contro il declino industriale sembra più un esorcismo che un´assunzione di responsabilità» e che «non esistono facili scorciatoie». Piuttosto la Cisl propone una strategia articolata di politica industriale di breve-medio periodo, che consideri il Sud come priorità nazionale, facendo leva sulla ricerca e l´innovazione, sull´estensione di incentivi come quelli adottati per l´auto, sull´attivazione di osservatori di settore. Sotto il profilo sindacale la Cisl si batte per relazioni industriali «più avanzate valorizzando la contrattazione e la partecipazione dei lavoratori agli assetti azionari delle imprese».
          Sono 7-8000 le aziende coinvolte nella crisi: il grosso è concentrato nell´auto e nel suo indotto con circa 30 mila lavoratori a rischio, segue la chimica con 13.300 lavoratori, la meccanica con 8.700 lavoratori, il tessile-abbigliamento con 6.640 lavoratori, la farmaceutica con 5.545, l´alimentare con 2.117. Sono dati che la Cisl giudica sottostimati, mancando una mappa realistica della crisi industriale nelle imprese medio-piccole.
          Proprio per fronteggiare il problema dell´occupazione ieri l´agezia governativa «Italia Lavoro» ha dato il via al progetto operativo «Autostrada Sud-Nord-Sud», che fornirà vitto, alloggio e formazione per giovani e disoccupati meridionali disposti a qualificarsi al Nord, con 1200 euro al mese per poi tornare a lavorare al Sud. Lo stanziamento, come ha spiegato Natale Forlani amministratore delegato di Italia Lavoro, è di 20 milioni di euro dal ministero del Welfare e dal Fondo sociale europeo destinato a 18 regioni e province autonome e a 50 province. Il progetto è stato preceduto da un anno di test con la Regione Emilia Romagna e dopo i buoni risultati dell´esperimento «ora – ha detto Forlani – è il momento dell´azione di sistema per offrire servizi permanenti per la mobilità territoriale».

          Sempre sul fronte del mercato del lavoro, all´indomani dell´approvazione definitiva della riforma che porta il nome di Marco Biagi, il presidente della Confindustria Antonio D´Amato ha dichiarato che si tratta «della più importate riforma degli ultimi 30 anni» fatta in questo campo. Commenti favorevoli anche dagli imprenditori del commercio, artigianato, cooperative e dai quadri. Opposto e durissimo il giudizio della Fiom – Cgil che parla invece di «grave attacco ai diritti dei lavoratori» e di «ritorno al caporalato».