Allarme Cgil, in 400 mila sotto caporalato

25/01/2011

MILANO— Botta e risposta Camusso-Sacconi sul triste fenomeno del caporalato. Ieri la responsabile della Cgil, Susanna Camusso, parlando all’assemblea della Fillea e Flai ha annunciato una proposta di legge per inserire nell’ordinamento penale il reato di caporalato, «oggi punito con una sanzione amministrativa di 50 euro» . Per combatterlo, ha detto, «bisogna riconoscere la natura di reato, perché la tratta è un reato e non può essere una norma del mercato del lavoro, con multe e sanzioni. Deve esserci un riconoscimento perché è una violenza contro le persone» . Le sanzioni penali ci sono già, ha subito replicato il ministro del Lavoro: la legge stabilisce che «in caso di intermediazione illecita c’è l’arresto fino a sei mesi e un’ammenda da 1.500 a 7.500 euro; se non c’è scopo di lucro l’ammenda va da 500 euro fino a 2.500; e se c’è sfruttamento dei minori, è previsto l’arresto fino a 18 mesi, mentre l’ammenda è aumentata fino a sei volte» . Secondo le stime di Flai-Cgil, sono 400 mila i lavoratori in agricoltura che vivono sotto caporale, e 60mila di loro vivono in condizioni di assoluto degrado, in alloggi di fortuna e sprovvisti dei minimi requisiti di vivibilità, come un anno fa ha messo in luce il caso di Rosarno. Stesso ordine di grandezza per il settore edilizio: secondo la Fillea, sono 400mila i lavoratori in nero o sotto ricatto, cui viene chiesto di aprire la partita Iva, di dichiarare meno ore lavorate (con fuori busta in nero), di ricorrere ai permessi in caso di infortunio non grave.