Alla Rinascente, sciopero riuscito

02/04/2002




Alla Rinascente, sciopero riuscito

Adesioni fino all’80%. Ma l’azienda ricorre ai lavoratori in affitto e agli amministrativi
M. CA.


MILANO

Adesioni ovunque superiori al 60%, con punte oltre l’80%, allo sciopero per il rinnovo del contratto integrativo, scaduto da oltre un anno, per i 30 mila dipendenti del gruppo Rinascente-Auchan. «L’arroganza ha avuto la risposta che merita grazie all’unità e alla determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo Rinascente», affermano Filcams, Fisascat e Uiltucs. Tutti i 437 punti vendita di Rinascente, Upim, Sma, Città Mercato, Sigros, Cedis Migliarini sono rimasti aperti, replica l’azienda, che valuta al 30% l’adesione allo sciopero e sostiene che ovunque è stata garantita la «normale assistenza» alla clientela. Una normalità piuttosto caotica, visto che Rinascente ha spostato dirigenti e personale amministrativo dietro casse e banconi e ha fatto ampio ricorso a lavoratori in affitto (cosa proibita in caso di sciopero). L’azienda, denunciano i sindacati del commercio, si è impegnata al massimo con ricatti e intimidazioni per fare fallire lo sciopero. Alla vigilia aveva comprato pagine pubblicitarie per rassicurare la clientela sull’apertura e per 1convincere» i dipendenti a non scioperare per non fare un favore alla concorrenza. L’azienda afferma che ovunque la clientela ha potuto fare gli acquisti in un clima «sereno e tranquillo».

Alla Città Mercato Auchan di Vimodrone il clima è stato da botte. La vigilanza interna ha «insultato» e «usato violenza» contro il presidio dei lavoratori, mettendo a rischio l’incolumità dei clienti, afferma Fabio Sormanni, segretario della Filcams Lombardia. Alla Città Mercato di Merate, dove erano stati reclutati mumerosi lavoratori esterni, il sindacato ha fatto intervenire l’Asl per verificare se erano provvisti del libretto sanitario (obbligatorio per chi opera nel settore alimentari).A Torino commesse e lavoratori hanno fatto un presidio davanti alla Rinascente. «L’azienda chiede sempre più flessibilità e rifiuta di prendere in considerazione la nostra piattaforma», dice Anna Cuntrò della Filcams torinese. Rinascente rifiuta l’armonizzazione del trattamento economico e normativo (solo i dipendenti di alcune divisioni godono del premio fisso di 93 euro) e non vuole trattare sull’utilizzo dei contratti part time e a tempo determinato. In compenso pretende che il lavoro festivo sia considerato ordinario, cioè pagato senza maggiorazioni salariali.