Alla ricerca dell’unità

22/07/2004



 
   
giovedì 22 Luglio 2004
ECONOMIA




 



                Alla ricerca dell’unità
                Polemica Cgil-Cisl sulla concertazione. E riparte l’attacco del governo all’articolo 18

                ANTONIO SCIOTTO


                Restano lontane le posizioni dei sindacati sulla concertazione, e ieri il dibattito si è arricchito di una nuova polemica tra Cgil e Cisl. A fare scoccare la scintilla, le dichiarazioni del segretario confederale Cgil Carla Cantone, secondo la quale «se Cisl e Uil hanno ultimamente prodotto un progetto articolato su tutti gli aspetti per il nuovo modello contrattuale, è giunto il momento di renderlo noto». «Per questo occorre far funzionare la commissione unitaria finalizzata a ricercare linee guida comuni – aggiunge – Le scelte di politica contrattuale della Cgil sono conosciute da tutti». Cantone rispondeva al segretario Cisl Savino Pezzotta, che in un’intervista, riferendosi alla decisione di Guglielmo Epifani di lasciare il tavolo con Confindustria, chiedeva «più coraggio a tutto il sindacato». La controreplica alla Cgil, è affidata al segretario confederale Cisl Gigi Bonfanti: «Le affermazioni della segretaria Cgil – dice – sono sorprendenti, quando insinua il dubbio che la Cisl non abbia predisposto un progetto articolato sul nuovo modello contrattuale. Se non l’abbiamo reso pubblico – spiega – è solo per una ragione. Stiamo lavorando per ristabilire un clima favorevole ad un confronto tra le tre confederazioni, essenziale per raggiungere un’intesa unitaria. Ed è in quella sede che illustreremo il nostro progetto». «Se poi la Cantone insiste sull’argomento davvero strumentale e poco rispettoso della Cisl – conclude Bonfanti – sappia che siamo pronti a renderlo pubblico. Oggi e non domani». Polemiche a parte, veloci a dissolversi, è interessante ripercorrere, seguendo il testo diffuso ieri dalla stessa Cantone, i punti salienti della «piattaforma» Cgil per il rinnovo del modello contrattuale: per la Cgil, infatti la politica contrattuale passa dalla valorizzazione del «ruolo insostituibile» del contratto nazionale per difendere e aumentare i salari, e per rivitalizzare istituti contrattuali fermi da troppi anni; dalla razionalizzazione del numero dei contratti anche alla luce dei cambiamenti introdotti dalle politiche industriali e di sviluppo degli ultimi 20 anni; e dalla riconsegna alle Rsu e al sindacato di un ruolo da protagonista su tutto ciò che attiene la contrattazione della organizzazione del lavoro e delle condizioni di lavoro, da far valere in azienda, nel territorio, nei siti produttivi e nei distretti. «I salari vanno aumentati attraverso ambedue i livelli contrattuali: nazionale e decentrato – sintetizza Cantone – Concetti precisi e a disposizione del più ampio confronto unitario che speriamo possa svilupparsi nella Commissione interconfederale il prima possibile. Nel frattempo continuiamo a pensare che l’accordo del 2003 fra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria sulle politiche industriali sia di grande attualità e siamo sempre in attesa che il governo dia le risposte dovute».

                Il segretario confederale Gian Paolo Patta spiega il percorso che la Cgil intende seguire per raggiungere una «posizione unitaria» sui rinnovo del modello contrattuale: «L’elaborazione di una proposta dell’organizzazione che passi attraverso il direttivo, da portare al confronto con Cisi e Uil. Qualora venisse raggiunta la mediazione con gli altri sindacati viene previsto un passaggio democratico con i lavoratori: ovviamente e preferibilmente unitario come avvenne nel 1993. Solamente a conclusione di questo iter democratico e trasparente, potranno iniziare le trattative con Confindustria, ben sapendo che i contratti in atto e quelli in scadenza non potranno essere influenzati da un confronto che potrà essere non breve».

                Resta caldo intanto il fronte del pubblico impiego, con i segretari di Cgil, Cisl e Uil Patta, Sorgi e Foccillo che annunciano «una ripresa della conflittualità in settembre» se dovesse prolungarsi «il silenzio assordante del governo sul rinnovo del contratto e sulla delega previdenziale, tema su cui i sindacati hanno espresso la loro contrarietà». E si riapre anche il fronte dell’articolo 18, con il sottosegretario al welfare Sacconi che ha invitato tutti i firmatari del patto per l’Italia a fare proposte sul disegno di legge 848 bis, che contiene la riforma degli ammortizzatori sociali e la «sperimentazione» che avvia l’abbattimento della giusta causa. La Cisl è subito sembrata disponibile alla ripresa della 848 bis: il segretario Bonanni ritiene che si possa seguire il normale iter parlamentare, mentre chiede un decreto urgente sugli ammortizzatori sociali. La Cgil contesta la manovra del governo che, proprio ieri, annunciava tagli agli ammortizzatori sociali: «Non abbiamo firmato il patto per l’Italia, ma comunque esprimiamo la nostra contrarietà a quei tagli – spiega il segretario confederale Fulvio Fammoni – Ci aspetteremmo anzi che li criticasse anche chi ha siglato il Patto. Quanto all’articolo 18, ribadiamo di essere contrari a qualsiasi modifica».