Alla Postal Market 600 posti in pericolo

25/09/2001

Il Sole 24 ORE.com


    Alla Postal Market 600 posti in pericolo
    MILANO. I sindacati del settore commerciale sono sul piede di guerra per la situazione di difficoltà che si è venuta a creare a una azienda molto nota al consumatore italiano, la Postala Market. Una situazione in continua evoluzione ma che lascia chiaramente intravvedere, secondo i rappresentanti dei lavoratori, che ci sono attualmente almeno 600 posti di lavoro a rischio e senza prospetive di recipero almeno nel breve termine.
    Postal Market, storico marchio della vendita per corrispondenza in Italia, sta infatti andando verso l’amministrazione straordinaria, sottolineano senza mezzi termini i rappresentanti dei lavoratori. Oggi dovrebbe riunirsi l’assemblea dei soci, con l’obiettivo di avviare la richiesta di stato d’insolvenza dell’azienda al Tribunale di Milano.
    E i sindacati si sono mobilitati in questi giorni dopo aver appreso dai vertici dell’azienda il piano preparato dalla società per affrontare una crisi che dura ormai da diversi anni, nonostante il recento passaggio di mano del controllo della società, che aveva lasciato sperare un pieno recupero.
    «Non riusciano però a capire – afferma Stefano Franzoni, segretari lombardo della Uiltucs – il comportamento dell’attuale proprietà: in un primo momento si è parlato di un piano di rilancio che avrebbe portato a mille nuovi posti di lavoro, ora invece il vertice aziendale intende lasciare tutto a un commissario straordinario». I sindacati in questi giorni hanno effettuato un presidio dei lavoratori di fronte alla sede della Regione Lombardia e hanno chiesto al presidente, Roberto Formigoni, di convocare i vertici della Postal Market per chiarire la situazione. Le manifestazioni continueranno anche nei prossimi giorni sempre di fronte agli uffici della società.
    L’azionista di riferimento della Postal Matket è Eugenio Filograna, commercialista milanese di origine leccese ed ex senatore. Filograna ha rilevato Postal Market nel 1999 dalla multinazionale tedesca Otto Versand, decisa ad abbandonare l’Italia dopo anni di risultati magri.
    Vincenzo Chierchia
 
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