Alla marcia pacifista di Assisi sfilano insieme Epifani e Pezzotta

17/03/2003

17 marzo 2003

 
 
Pagina 7 – Interni
 
 
      L´INIZIATIVA
      Alcune centinaia di persone manifestano sotto la neve con don Ciotti e i leader dell´associazionismo

      E alla marcia pacifista di Assisi sfilano insieme Epifani e Pezzotta
          Il leader Cgil: speriamo che il governo non faccia come don Abbondio
          DAL NOSTRO INVIATO

          ASSISI – Tra folate di nevischio padre Vincenzo Coli mostra alta la fiamma della pace, presa dall´ampolla sulla tomba del Santo. E´ il gesto disarmato di chi spera nella conversione dei cuori. «Mai più violenza! Mai più guerra! Mai più terrorismo!», proclama padre Coli, riecheggiando il solenne impegno preso dal Papa e dai leader di tutte le religioni proprio qui il 24 gennaio 2002.
          Alla vigilia della settimana decisiva la Tavola della pace ha organizzato tre giorni di riflessione sul pacifismo non ideologico e adesso credenti e non credenti srotolano insieme nella piazza di fronte al Santuario la grande bandiera arcobaleno. Qualche centinaio di persone forma simbolicamente la delegazione delle organizzazioni laiche e cattoliche che hanno alimentato in questi mesi la grande mobilitazione anti-guerra. Da Pax Christi all´Arci, dalle Acli a Emergency. La Carta dell´Onu e la Costituzione italiana, raffigurate su grandi cartelli, sono gli esorcismi per cacciare i diavoli della guerra preventiva e dell´arroganza imperiale. «Nelle guerre moderne – ricorda asciutto Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace – su cento vittime, sette sono soldati e novantatre civili, di cui trentaquattro bambini». Le bombe sono intelligenti solo per chi spara.
          Ci sono anche i leader di Cisl e Cgil. Varcata Porta di san Francesco, i dioscuri scontrosi si affiancano sorridenti per una foto ricordo. Pezzotta ed Epifani marciano uno accanto all´altro per la prima volta, dopo un tempo che pare immemorabile. Disgelo avviato? «Su alcune cose sono possibili convergenze, anche se restano divergenze su altri problemi», risponde prudente Pezzotta. Il leader della Cgil è meno frenato: «Essere d´accordo sulla pace è importante, è un tema serio, è anche un modo per provare a riandare d´accordo, magari con qualche piccola correzione sui diritti da parte loro».
          «Fuori la guerra dalla terra», gridano tra raffiche di vento gelato i giovani pacifisti. Nell´imminenza del conflitto la manifestazione diventa soprattutto un messaggio lanciato al premier Berlusconi. Tom Benetollo dell´Arci invita a «isolare» i governanti che appoggiano il conflitto. Luigi Bobba delle Acli rammenta che il vertice europeo riconobbe che i popoli d´Europa vogliono ottenere per via pacifica il disarmo di Saddam. Don Luigi Ciotti ragiona a voce alta: «Ai terroristi e ai dittatori non si fanno sconti, ma non è indifferente il tipo di risposta che si da in certi momenti. Spero che l´Italia sostenga interventi che creino situazioni di pace». Don Tonio Dell´Olio, di Pax Christi, pensa già a come organizzare l´obiezione di coscienza.

          Nella breve marcia che ha portato i manifestanti al Sacro Convento, Savino Pezzotta insiste che agli ispettori dell´Onu bisognerebbe dare tutto il tempo necessario e ad ogni modo «è ovvio che nessun soldato italiano deve partecipare alla guerra». Il segnale al governo è chiarissimo. «Speriamo non si comporti come don Abbondio», aggiunge Epifani e spiega: nessun motivo politico, etico, di legittimità internazionale o di convenienza autorizza l´appoggio italiano al conflitto. Il mondo è contro, possibile abbiano ragione solo i tre delle Azzorre?
          Se la guerra parte lo stesso? «Sciopero», risponde il leader Cgil. «Se scoppia, vedremo», ribatte Pezzotta. Ma è un dato importante che tutto il sindacato europeo – cechi, polacchi, turchi compresi – si sia pronunciato contro la guerra. Valerie Lucznikowska, presidente dell´associazione vittime 11 settembre, protegge una candela dai fiocchi di neve: «La guerra – esclama – sarebbe solo un fallimento».

          (m.pol.)