Alla fine Pezzotta si «arrese» alla mobilitazione

14/03/2002






LA CISL

Alla fine Pezzotta si «arrese» alla mobilitazione

      ROMA – Non ci crede più nemmeno il segretario della Cisl, Savino Pezzotta. Alla fine si è dovuto arrendere all’evidenza: l’accordo non è possibile, lo scontro è inevitabile perché «il governo ha scelto la Confindustria» e sull’articolo 18 (regole sui licenziamenti) non fa marcia indietro. E così quello sciopero generale tante volte minacciato, ma più per esorcizzarlo che per altro, diventa una necessità. E un’urgenza. Tanto da essere «deciso» ancor prima che il governo compia, oggi, nel Consiglio dei ministri, le sue scelte. Un capovolgimento completo di linea rispetto alla prudenza fin qui seguita dalla Cisl. Dice il documento approvato ieri sera dopo la riunione di Pezzotta con il segretari confederali: «La segreteria della Cisl decide, qualora siano confermate le posizioni note del governo, di rispondere con lo sciopero generale di tutti i lavoratori. La proposta dello sciopero verrà sottoposta alla decisione del comitato esecutivo in programma lunedì 18 marzo». Pezzotta, ieri, dopo gli ultimi contatti col governo, ha deciso di bruciare i tempi. Ha riunito la segreteria, nonostante una parte dei segretari fosse a Barcellona per la manifestazione di oggi della Ces (la confederazione europea dei sindacati), e ha deciso di anticipare a lunedì 18 la riunione dell’esecutivo, inizialmente prevista per giovedì 21. Non solo. Ha anche accettato la proposta del segretario della Uil, Luigi Angeletti, di fare una riunione unitaria delle segreterie Cgil, Cisl e Uil (Angeletti la propone entro martedì 19), per concordare la data della mobilitazione unitaria. E nel documento la Cisl non dice più, come ha fatto fino a ieri, che la riunione ci potrà essere non prima del 23 marzo, giorno in cui la Cgil farà la sua grande manifestazione nazionale a Roma. La segreteria unitaria potrebbe anzi esserci già domani, secondo indiscrezioni.
      Sergio Cofferati canta vittoria. Ieri ha bocciato le voci sulla proposta che dovrebbe decidere oggi il governo (mantenimento della sospensione dell’articolo 18 nei tre casi previsti, salvo la limitazione al solo Mezzogiorno in un caso): «Dopo le gabbie salariali, ecco le gabbie dei diritti». E si presenterà alla riunione con Cisl e Uil disponibile a concordare lo sciopero unitario in una data diversa dal 5 aprile scelta dalla Cgil (se lo sciopero non fosse insieme con Cisl e Uil) e che dovrebbe essere spostata in avanti di una, due settimane al massimo. La manifestazione del 23 resterà invece targata Cgil. Ma a Cofferati va bene lo stesso: si prevede più di un milione di partecipanti e l’adesione di una miriade di associazioni, con qualche polemica solo col leader del Social Forum, Vittorio Agnoletto, che avrebbe voluto parlare dal palco, ma che non potrà perché Cofferati vuole interventi sindacali e basta. Anche Angeletti è soddisfatto: gioca il ruolo del mediatore e di colui che favorisce il recupero dell’unità d’azione. Pezzotta, invece, attardatosi fino all’ultimo sul terreno della trattativa, deve ora rincorrere gli altri due su quello della lotta.
Enr. Ma.


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