«Alla Esselunga esami del sangue per essere assunti»

28/06/2007
    giovedì 28 giugno 2007

    Pagina 12 – Interni

    I SINDACATI

      «Alla Esselunga
      esami del sangue
      per essere assunti»

        La premessa è sul lavoro quotidiano. «Non esistono relazioni sindacali, l’azienda ha deciso che era il caso di troncarle. E così la gestione del personale è unilaterale, gli orari imposti e comunicati la sera per il giorno seguente. E siccome la stragrande maggioranza dei dipendenti sono precari, si è instaurato un clima in cui nessuno se la sente di dire di no per non perdere il posto o la speranza di un lavoro che diventi stabile».

        È un attacco durissimo quello dei rappresentanti toscani di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil nei confronti dei vertici di Esselunga, colosso della grandedistribuzione da 130 negozi (29 in Toscana) e 17mila dipendenti. Un attacco che non risparmia particolari a lungo sottaciuti ma (stando a più testimonianze) alquanto inquietanti.

        «Capita spesso – spiega Fabio Giunti della Filcams – che al momento dell’assunzione venga richiesto ai lavoratori di sottoporsi a un esame del sangue. Senza però che gli stessi sappiano il motivo esatto del prelievo, cosa viene cercato e, soprattutto, senza che vengano loro resi noti i risultati. Noi stessi, come sindacato, non ne conosciamo il motivo né conosciamo le strutture che vengono utilizzate».

        Una procedura che dalla direzione di Esselunga non negano, ma che fanno rientrare in un quadro di norme e protocolli nazionali. «Le persone sono informate e consapevoli di tutti i controlli. Quelli che facciamo, dopo aver selezionato il personale attraverso colloqui, avvengono secondo norme precise e un protocollo seguito dal nostro medico. L’obiettivo è verificare se esistano allergie o patologie che potrebbero non consentire di svolgere al meglio il lavoro e rispettare le normative di igiene e salute a livello nazionale».

      f.san.