Alla Coop sono finiti gli sconti

03/10/2005
    N.39 anno LI 6 ottobre 2005

    Economia

      FISCO / TRAMONTA UN PRIVILEGIO

      Alla Coop sono finiti gli sconti

      Arriva la riforma. E le società che stanno sul mercato perdono i benefici

      di Sara Armella e Francesca Balzani

        In questi mesi il mondo delle cooperative è improvvisamente comparso sulla scena economica con una forza insospettata (basti pensare al caso Unipol) attirandosi addosso, ancora una volta, l’accusa di godere di uno status fiscale privilegiato.

        Le agevolazioni a favore delle cooperative, però, hanno ormai i giorni contati. Dalla fine di quest’anno, infatti, tutte le cooperative che non hanno venduto i propri prodotti prevalentemente ai soci, ma li hanno immessi liberamente sul mercato, perderanno ogni beneficio tributario. Lo stesso vale per quelle coop che hanno assunto lavoratori dipendenti al di fuori dei propri iscritti o che hanno commercializzato prodotti di non soci senza limite alcuno.

        Pur continuando a chiamarsi cooperative, queste società si troveranno ad avere un trattamento fiscale quasi del tutto identico a quello di una comune società per azioni.

        Si tratta di una delle conseguenze della riforma varata nel 2003, che ha limitato gli aiuti per la cooperazione al mondo delle cooperative ‘chiuse’, cioè di quelle che lavorano principalmente per i propri iscritti o grazie al lavoro dei propri soci. Aiuti peraltro già ridotti l’anno precedente e che oggi consistono, sostanzialmente, nell’esclusione dalla tassazione di una parte degli utili destinati alla riserva obbligatoria e di quelli corrispondenti all’Irap.

        Tramonta così l’era delle cooperative di consumatori che potevano offrire i propri vantaggiosi prodotti a chiunque e quella delle cooperative agevolate che assumevano lavoratori non soci senza tetto massimo. E tramonta anche la tradizionale unità della cooperazione, all’interno della quale, adesso, esiste una differenza radicale e profonda fra chi opera prevalentemente a favore dei propri iscritti, fiscalmente avvantaggiato, e chi si apre al mercato, privato di qualsiasi sostegno.

        Le coop che vorranno continuare a godere delle agevolazioni per la cooperazione dovranno necessariamente selezionare e conteggiare clientela e dipendenti, oltre a vigilare costantemente perché restino per la maggior parte fra i propri iscritti, pena la perdita secca di ogni beneficio fiscale.

        Se prima i vantaggi collegati a una fiscalità di favore potevano essere indirettamente a disposizione di tutti i consumatori, liberi per esempio di acquistare presso la cooperativa prodotti a prezzi più convenienti pur senza far parte della società, con la riforma dovranno rimanere rigorosamente riservati, almeno per la maggior parte, ai soci della cooperativa stessa. E il tutto senza un correttivo per quelle coop che supereranno soltanto di un soffio il tetto della metà della clientela socia, rispetto a quelle che, magari, avranno oltre il 90 per cento di clienti non soci, private allo stesso modo di qualsiasi incentivo.

        *avvocati tributaristi