Alla cassa per comprare il cumulo

04/03/2003

ItaliaOggi (Lavoro e Previdenza)
Numero
053, pag. 36 del 4/3/2003
di Gigi Leonardi



Il versamento può essere effettuato in forma rateale. In scadenza anche la sanatoria del pregresso.

Alla cassa per comprare il cumulo

Entro il 17 marzo il pagamento del ticket che elimina il divieto

Ancora pochi giorni a disposizione dei pensionati di anzianità che vogliono liberarsi definitivamente dal problema del cumulo. Il 17 marzo scade infatti il termine per il pagamento del cosiddetto ticket introdotto dalla Finanziaria 2003 (art. 44, legge n. 289/2002). Vediamo di ricapitolare la situazione.

Più facile dal 2003. A partire da quest’anno non solo chi va in pensione con 40 anni di lavoro alle spalle, ma anche coloro che decidono di mollare in presenza di 37 anni di contributi e 58 anni di età, non hanno più problemi di cumulo. La novità si riferisce naturalmente alla pensione di anzianità, ossia al trattamento che si può conseguire prima di aver raggiunto l’età della vecchiaia. Questo perché il problema del cumulo per le pensioni di vecchiaia, per chi ha superato i 65 anni (gli uomini) o 60 (le donne), è già stato risolto qualche anno fa. I pensionati di vecchiaia, infatti, già da tempo possono svolgere sia l’attività di lavoro dipendente che un’attività in proprio, senza subire alcuna trattenuta sulla pensione.

La nuova mappa. In seguito all’art. 44 della legge n. 289/2002, dal 1° gennaio 2003 lo scenario dunque si presenta come segue.

- Il titolare di pensione di anzianità, indipendentemente dalla data di decorrenza, liquidata sulla base di almeno 40 anni di contributi, oppure in presenza di almeno 37 anni di contributi e di un minimo di 58 anni di età:

- non è soggetto ad alcuna riduzione del trattamento, sia nel caso in cui svolga attività lavorativa subordinata sia attività autonoma o professionale.

- Il titolare di pensione di anzianità, con decorrenza sino al 31 dicembre 1994, liquidata sulla base di contribuzione inferiore a 40 anni, oppure inferiore a 37 anni e in assenza di almeno 58 anni di età:

- è soggetto a una trattenuta pari all’intero trattamento, fino a concorrenza della retribuzione percepita, nel caso in cui svolga attività lavorativa subordinata;

- non è soggetto ad alcuna riduzione del trattamento, nel caso in cui svolga attività lavorativa autonoma o professionale.

- Il titolare di pensione di anzianità, con decorrenza compresa tra il 1° gennaio 1995 e il 30 settembre 1996, liquidata sulla base di contribuzione inferiore a 40 anni, oppure inferiore a 37 anni e in assenza di almeno 58 anni di età, ma con 35 anni di contributi entro la data del 31 dicembre 1994:

- è soggetto a una trattenuta pari all’intero trattamento, fino a concorrenza della retribuzione percepita, nel caso in cui svolga attività lavorativa subordinata;

- non è soggetto ad alcuna riduzione del trattamento, nel caso in cui svolga attività lavorativa autonoma o professionale.

- Il titolare di pensione di anzianità, con decorrenza compresa tra il 1° ottobre 1996 e il 31 dicembre 1997, liquidata sulla base di contribuzione inferiore a 40 anni, oppure inferiore a 37 anni e in assenza di almeno 58 anni di età, ma con 35 anni di contributi e 52 anni di età, oppure 36 anni di contributi indipendentemente dall’età, entro la data del 31 dicembre 1994:

- è soggetto a una trattenuta pari all’intero trattamento, fino a concorrenza della retribuzione percepita, nel caso in cui svolga attività lavorativa subordinata;

- non è soggetto ad alcuna riduzione del trattamento, nel caso in cui svolga attività lavorativa autonoma o professionale.

- Il titolare di pensione di anzianità, con decorrenza dal 1° gennaio 1998, liquidata sulla base di contribuzione inferiore a 40 anni, oppure inferiore a 37 anni e in assenza di almeno 58 anni di età:

- è soggetto a una trattenuta pari all’intero trattamento, fino a concorrenza, della retribuzione percepita, nel caso in cui svolga attività lavorativa dipendente;

- è soggetto a una riduzione del trattamento in misura pari al 30% della quota di pensione eccedente il minimo Inps (402,12 euro per il 2003), nel caso in cui svolga attività lavorativa autonoma o professionale. La trattenuta non può in ogni caso superare il 30% del reddito prodotto.

Il ticket. Secondo quanto prevede l’art. 44, dal 1° gennaio 2003 anche chi è già in pensione per anzianità, privo del requisito dei 37 anni di contribuzione e 58 di età, requisiti che devono sussistere all’atto del pensionamento, l’abolizione del divieto di cumulo può invece acquisirla pagando, per così dire, un ticket. Il comma 2 prevede infatti che coloro i quali siano già pensionati alla data del 1° dicembre 2002, e nei cui confronti trovano applicazione i regimi di divieto parziale o totale di cumulo, possono accedere al regime di totale cumulabilità, a decorrere dal 1° gennaio 2003, versando un importo pari al 30% della pensione lorda relativa al mese di gennaio 2003, ridotta di un ammontare pari al trattamento minimo mensile (402,12 euro), moltiplicato per il numero risultante come differenza fra la somma dei requisiti di anzianità contributiva e di età anagrafica (95, e cioè 58 più 37) e la somma dei predetti requisiti in possesso alla data del pensionamento di anzianità. Per calcolare la somma da versare è possibile adottare la seguente formula: importo pensione lorda a gennaio 2003 – 402,12 euro x 30% x n (differenza tra 95 e la somma data dall’età e dal numero di anni di contribuzione alla data del pensionamento)

Le annualità di anzianità contributiva e di età sono arrotondate al primo decimale e la loro somma è arrotondata all’intero più vicino. Se l’importo da versare è inferiore al 20% della pensione di gennaio, o se il predetto risultato è nullo o negativo, occorre comunque versare una somma pari al 20% della pensione di gennaio. Il versamento massimo è invece stabilito in misura pari a tre volte la predetta pensione.

Come si paga. La somma da pagare per liberarsi dal divieto di cumulo deve essere versata entro il 16 marzo 2003 (termine che slitta al 17, poiché il 16 cade di domenica). L’interessato può optare per il versamento entro tale data del 30% di quanto dovuto, con rateizzazione in cinque rate trimestrali della differenza, applicando l’interesse legale (3% annuo). A tutti i titolari di pensione di anzianità soggetti a trattenuta lavorativa, gli enti previdenziali hanno inviato una lettera in cui è indicato l’importo da pagare e le modalità di versamento (unica soluzione, ovvero rateazione), attraverso il bollettino di conto corrente postale allegato alla nota stessa. Per i pensionati non in attività lavorativa alla data del 30 novembre 2002, il versamento può avvenire successivamente al 17 marzo 2003, purché entro tre mesi dall’inizio dell’attività lavorativa, su una base di calcolo costituita dall’ultima mensilità di pensione lorda erogata nel mese precedente l’inizio della attività lavorativa, con la maggiorazione del 20% rispetto agli importi determinati applicando la procedura di cui sopra. Questi ultimi, in caso di rioccupazione, dovranno rivolgersi all’ufficio che gestisce la loro pensione, il quale determinerà l’importo da versare e fornirà loro il bollettino di c/c postale per il pagamento.

La lettera. La comunicazione da parte dell’ente previdenziale è stata inviata a tutti i pensionati di anzianità che alla data della decorrenza del trattamento, non potevano vantare i requisiti minimi che consentono la cumulabilità totale (58 anni di età e 37 di contributi); compresi i pensionati ante 1995, i quali indipendentemente dal numero di contributi e dall’età, già prima del 2003 potevano (e continueranno a potere) cumulare la pensione con il reddito da lavoro autonomo. L’avviso circa la possibilità di pagare il ticket, in questi casi, è unicamente indirizzato a una eventuale attività di lavoro dipendente, per la quale viceversa è prevista la totale incumulabilità.

La sanatoria. Il comma 3 dell’art. 44 in esame stabilisce che tutti i titolari di pensione (anzianità, vecchiaia, invalidità) che hanno prodotto redditi sottoposti al divieto parziale o totale di cumulo, a tutto il 31 marzo 2003, e che non hanno ottemperato agli adempimenti previsti, possono sanare la propria posizione, senza l’aggiunta di interessi, né sanzioni, versando all’ente di previdenza, un importo pari al 70% della pensione relativa al mese di gennaio 2003, moltiplicato per ciascuno degli anni relativamente ai quali si è verificato l’inadempimento. A tal fine le frazioni di anno sono arrotondate all’unità superiore. Il versamento non può eccedere la misura pari a quattro volte la pensione di gennaio 2003. La quota di trattenuta relativa ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2003 viene restituita al soggetto che abbia proceduto anche al versamento del cosiddetto ticket. I pensionati interessati alla sanatoria devono presentare apposita richiesta di regolarizzazione alla sede presso la quale è in carico la propria pensione. L’ufficio determina l’importo del versamento e lo comunica al pensionato affinché possa effettuare il versamento nei termini previsti. La somma dovuta deve essere pagata entro il 17 marzo 2003, utilizzando (se si tratta di pensione Inps) l’apposito bollettino di conto corrente postale n. 38390761, regolarizzazione cumulo tra pensione e reddito da lavoro con la causale ´Versamento per sanare periodi di totale o parziale incumulabilità della pensione con i redditi da lavoro (legge 289/2002, art. 44, comma 3)’. Entro il 17 marzo, gli interessati possono versare o l’intero importo o il 30% dello stesso. In questo secondo cas o la differenza sarà trattenuta direttamente sulla pensione in cinque rate trimestrali, aumentate degli interessi legali del 3%, con scadenza 1° luglio 2003, 1° ottobre 2003, 1° gennaio 2004, 1° aprile 2004 e 1° luglio 2004.