Alla Camera la delega riparte dalla decontribuzione

25/02/2003




Martedí 25 Febbraio 2003
ITALIA-POLITICA
Alla Camera la delega riparte dalla decontribuzione


ROMA – Scatta alla Camera il "count down" per il primo via libera parlamentare alla delega pensioni. Oggi l’Aula di Montecitorio comincia l’esame del testo trasmesso dalla commissione Lavoro che contiene alcune modifiche, introdotte anche sulla base dei suggerimenti della "Bilancio", rispetto alla versione iniziale del Governo. E proprio uno di questi correttivi, ovvero l’ammorbidimento della decontribuzione sui neo-assunti, dovrebbe essere al centro di un emendamento già annunciato dal ministro Roberto Maroni per ripristinare il taglio dei contributi originario (3-5 punti invece dei 0-5 punti previsto dalle commissioni Bilancio e Lavoro). Il Governo, comunque, è orientato a gestire la partita degli emendamenti in due fasi: a Montecitorio dovrebbe vedere la luce solo il correttivo sulla decontrbuzione; potrebbero invece essere presentati al Senato quelli sull’abolizione della "novazione" (assenso obbligatorio del datore alla permanenza in attività del lavoratore), sul ricorso a super-bonus per favorire il rinvio ai pensionamenti ed, eventualmente, sull’estensione a tutto campo del "contributivo". Una procedura che garantirebbe maggiori margini di manovra per trovare un’intesa con le parti sociali. E una conferma indiretta su questa possibile tabella di marcia arriva dallo stesso Maroni: «Mi aspetto tempi rapidi. E anche se ci fosse una terza lettura alla Camera (dopo il passaggio in Senato) mi attendo comunque che la riforma giunga al traguardo entro giugno». Una scadenza non casuale visto che coincide con il semestre di presidenza italiana della Ue che dovrebbe, tra l’altro, suggellare il nuovo "patto" europeo sulla previdenza. Patto che dovrebbe essere imperniato, come lascia anche intendere la recente intesa Italia-Gran Bretagna (v. «Il Sole-24 Ore» del 22 febbraio), sul ricorso a misure per favorire l’innalzamento dell’età pensionabile di cinque anni. Obiettivo peraltro già indicato dalla stessa Ue, secondo la quale va centrato entro il 2010. E proprio l’Unione europea a marzo dovrebbe formulare ulteriori inviti ad alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, a intervenire sulla previdenza pubblica e su quella integrativa. Inviti che potrebbero anche indurre il Governo a mettere a punto qualche altra modifica per rafforzare ulteriormente la delega. Ma per l’Esecutivo la strada che dovrebbe portare alla correzione della delega si presenta tutt’altro che in discesa. Maroni dovrà fare i conti con i sindacati, fermamente contrari alla decontribuzione e, almeno la Cgil, alla destinazione obbligatoria del Tfr alla previdenza complementare. Senza considerare che anche l’opposizione è pronta a dare battaglia in Parlamento. L’Ulivo già in Aula alla Camera presenterà tre pregiudiziali di costituzionalità alla delega, che riguardano, tra l’altro, la decontribuzione e l’uso del Tfr.
MARCO ROGARI