All’ ipermercato con le lire: folla record a Bologna

13/01/2003


domenica , 12 gennaio 2003

All’ ipermercato con le lire: folla record a Bologna

Incassati 80 milioni in poche ore. E alla fine c’ è stato anche chi ha venduto euro per comprare le vecchie banconote Rotoli di biglietti da mille e diecimila, salvadanai pieni di monetine: in 12 ore di apertura 1.500 clienti, la metà arrivati solo per l’ occasione
Monti Vittorio
DAL NOSTRO INVIATO

BOLOGNA – L’ Italia della lira e del salvadanaio si gode un giorno di rivincita. Tornano buone le banconote e le monetine del tempo che fu. Solo per lo spazio di un mattino? No, anche tutto il pomeriggio. Dodici ore per rivivere un frammento dell’ era A.E. (avanti euro). Le lirette, perduto il corso legale, per tutto il sabato hanno riconquistato almeno il «corso commerciale». Accade al «Pianeta», ipermercato della Conad, periferia est di Bologna: va in scena il «Lira day», ov vero si accetta il pagamento vecchia maniera. E’ il trionfo degli smemorati che si rimettono in gioco, dei collezionisti pentiti, dei risparmiosi a oltranza e, soprattutto, di quelli che in Banca d’ Italia per il cambio postumo proprio non vogliono m etterci piede. Eccoci in mezzo a questa gente che aveva conservato spiccioli ma non solo e che con uno shopping all’ antica si diverte un mondo. C’ è chi scarica chili di metallo ben lieto di trasformarlo in chili di pasta e affini. Per la Conad il t emporaneo ripristino della lira si rivela un’ idea vincente: fa buona immagine, mentre in Italia infuoca la polemica sul caro prezzi. Incassa più di 80 milioni di lire vecchiette da oltre 1.500 clienti, almeno la metà nuovi, cioè venuti solo per l’ o ccasionissima. La giornata dimostra che l’ Italia è ancora un gigantesco salvadanaio. Antonio, professione agronomo, catanese trapiantato al Nord per esigenze di lavoro, stiva nel carrello un televisore giapponese, due prosciutti e un forno a microon de. Poi mette sul tavolo un rotolo di biglietti da 50 mila, totale un milione e seicento: lire, naturalmente. Una solerte impiegata di nome Annalisa conta e riconta, poi consegna come controvalore un buono in euro da presentare alla cassa. Antonio si aggiudica il record della giornata, tutti gli altri presentano somme inferiori, in biglietti da mille e da diecimila, anche qualche centomila, ma soprattutto una valanga di monetine. Davanti al maxi versamento è comprensibile la sorpresa: come mai i l signore ha tenuto in giacenza il tesoretto? Per togliersi la curiosità basta domandare e Antonio risponde: «Ho detto ai nonni di tirare fuori quel che gli era rimasto, ma non immaginavo tanto». Con tutti i pacchi della spesa old money, sembra un Ba bbo Natale ritardatario. La clientela in lire non discute sui prezzi, peraltro esposti ancora nella doppia versione. Il direttore Claudio Roda giura che sono bugie statistiche i super rincari sbattuti in prima pagina. «Noi abbiamo monitorato 4.600 pr odotti base, confrontando il prezzo di vendita nel dicembre 2001 e nel dicembre 2002. L’ aumento medio è sotto l’ uno per cento». Ognuno è libero di esclamare «incredibile ma vero» oppure soltanto «incredibile». Intanto il manager elargisce un sugger imento ai naviganti fra gli scaffali: «Ogni settimana proponiamo 250 articoli scontati del 40. Il segreto sta nel comprare un prodotto quando è in offerta, non quando si è rimasti senza». Per tutta la giornata quattordici «cambiste» si alternano nel giochino del viva, anzi «riviva la lira». Un uomo con la barba sale e pepe presenta tre banconote da museo. Spiacenti, proprio non possono essere resuscitate. Domanda: ma dove le teneva? «In un paio di pantaloni che usavo da militare». Luisa, una gio vane signora, cava di tasca un borsellino da bambina con duemila lire e rotti. «L’ abbiamo ritrovato per caso». Uno studente apre quasi di nascosto una cassafortina in miniatura. «Era il mio salvadanaio da piccolo». Molti spendono le monete da 500 li re. Meno male se spariscono davvero, così i soliti furbi smetteranno di rifilarle al posto dei 2 euro. Ma la gran sorpresa è nel finale: il cambio si ribalta, c’ è chi compra lire pagando in euro. Molti i cacciatori di pezzi da 50 e 100 mila, acconte ntati subito. L’ unico deluso un amatore che ha insistito a lungo: «Voglio una banconota da 500 mila». Ma introvabile.
Vittorio Monti vmonti@corriere.it

La scheda

IL «LIRA DAY»
Per dodici ore nella giornata di ieri l’ ipermercato Conad «Pianeta», all a periferia est di Bologna, ha ripristinato la vecchia lira. I prezzi sono esposti nella doppia versione, quattordici «cambiste» ricevono le somme in lire e consegnano come controvalore un buono in euro
IL RISULTATO
Alla chiusura, l’ incasso è di oltre 80 milioni di vecchie lire (più di 41 mila euro). Oltre 1.500 i clienti; almeno la metà sono «nuovi», cioè venuti apposta per il «Lira Day». Il record è stato raggiunto da un agronomo: si è presentato con 1.600.000 lire (circa 826 euro)

I numeri della lira

A un anno dal passaggio all’ euro, molte vecchie lire sono ancora in circolazione. Si potrà cambiarle fino al 2012 nelle sedi della Banca d’ Italia

80.000

TONNELLATE DI MONETE
Al momento del passaggio all’ euro, le lire in circolazione sott o forma di moneta erano circa 80 mila tonnellate I pezzi ritirati fino a quest’ autunno sono stati 6 miliardi e 350 milioni

1862

DATA DI NASCITA
La lira italiana, uscita ufficialmente dalla circolazione il 28 febbraio 2002, era nata più di 140 anni f a, il 24 agosto 1862. L’ ex lira piemontese è adottata come moneta unica del Regno
d’ Italia

80

MILIONI DI LIRE E’ l’ incasso realizzato ieri in un ipermercato Conad di Bologna che ha promosso il pagamento con le vecchie lire dei prodotti in vendita: più di 1.500 clienti in 12 ore di apertura