Alfiero Grandi: sugli straordinari niente sconti

14/06/2007
    giovedì 14 giugno 2007

    Pagina 10 – Primo Piano

    Alfiero Grandi
    Il sottosegretario-sindacalista:
    sugli straordinari niente sconti

      ROMA — «Non posso crederci». Alfiero Grandi, sottosegretario all’Economia ed ex segretario confederale della Cgil (fu l’avversario di Sergio Cofferati nella corsa alla successione a Bruno Trentin), reagisce così all’ipotesi che il governo decida interventi di detassazione e/o decontribuzione degli straordinari, come chiede il leader della Confindustria, Luca di Montezemolo, e come si appresta a fare il nuovo presidente della Francia, Nicolas Sarkozy.

      Secondo Grandi è una strada da evitare per almeno tre motivi: «Il primo è di natura etica. Coloro che fanno determinati lavori muoiono 8-10 anni prima degli altri e non mi pare quindi il caso di farli lavorare di più. Il secondo motivo è che rendendo convenienti gli straordinari il governo condizionerebbe i contratti di lavoro. Il terzo è che se si rimette in discussione il principio che sopra le 40 ore ci deve essere un disincentivo per l’impresa, si fa un passo indietro». Gli oneri sugli straordinari furono appesantiti con la Finanziaria del ’96 che ha fissato una contribuzione aggiuntiva a carico delle imprese del 5-10-15% sullo straordinario oltre le 40-44-48 ore.

      Il provvedimento fu preso per evitare il paradosso che un’ora di straordinario (non gravata degli oneri per ferie, tredicesima e tfr) costasse alle aziende meno di un’ora di lavoro ordinario (in alcuni casi, secondo uno studio del Cnel, fino al 20% in meno).

      Contrari allo sconto sugli straordinari sono anche i partiti della sinistra radicale e la Cgil. Favorevole invece la Cisl a certe condizioni (no alla decontribuzione che avrebbe conseguenze negative sulle pensioni).

        Enr. Ma.