Alfano blinda gli ordini Bersani pronto alle barricate

16/04/2010

L’attesa è forte, e Angelino Alfano promette scintille. Una riforma complessiva delle professioni nel giro di tre anni: entro il 2013. Pensare che si aspetta da 15 anni, e nessuno è mai riuscito a portarla a termine. Ieri il Guardasigilli ha incontrato i presidenti dei 25 ordini professionali: e già questo dice molto della prima mossa. Partire dalle professioni già «normate» da un ordine, lasciando sullo sfondo le altre, quelle che finora si riconoscono in semplici associazioni. Il
ministro ha indicato un processo in due tappe. Prima lo Statuto generale sulle professioni, contenente principi generali validi per tutti gli ordini, poi interventi di adeguamento delle regole delle singole professioni. Si parte subito con un gruppo di lavoro.
I CONSUMATORI
«La riforma mira a contemperare la tutela dei consumatori con quella dei professionisti in un modo più efficace e profondo rispetto a quanto fatto nel recente passato, coniugando la garanzia della qualità della prestazione professionale con la equa commisurazione del compenso». Queste le buone intenzioni dichiarate dal ministro. Sul tavolo saranno la modifica della disciplina del tirocinio e dell’accesso agli albi, l’introduzione dell’aggiornamento professionale obbligatorio, maggiori garanzie di trasparenza ed efficienza della giustizia disciplinare, la disciplina della responsabilità dei professionisti, della pubblicità e del diritto all’informazione dei clienti, la semplificazione delle tariffe professionali e l’esercizio in forma associata delle professioni. Dai presidenti degli ordini è partito un peana per il giovane ministro. In effetti l’attesa è molto forte, per via dei continui rinvii degli anni scorsi. bene l’impostazione, si pensi ai clienti, hanno detto i notai. Soddisfatti dell’incontro si dichiara l’ordine forense (sugli avvocati è all’esame del senato una riforma ad hoc). Architetti e ingegneri lanciano la richiesta di inserire le tariffe minime almeno nei lavori pubblici, per evitare il massimo ribasso. I commercialisti chiedono di modernizzare gli ordini, mentre chimici e geologi giudicano positiva la discussione. Tutto a posto? peccato che a parlare sono gli ordini attuali, e non chi ci deve entrare. Tanto meno le associazioni dei consumatori, tenuti alla larga dagli stati generali voluti dal ministro. OPPOSIZIONE E si capisce perché. I capitoli elencati da Alfano hanno già scatenato una battaglia con l’opposizione. A leggerli tutti in fila, infatti, si capisce che le barriere d’accesso alle professioni si fanno più insormontabili. Se a questo si aggiunge la volontà – già anticipata alla vigilia – di reinserire le tariffe minime, invece che lasciarle al mercato (come chiede l’Antitrust), si capisce che l’idea è di tornare indietro. «Vedremo ma temo il peggio. Temo uno schiaffo alle nuove generazioni e se sarà così, da parte nostra un’opposizione dura», dichiara Pier Luigi Bersani. La formula proposta è sempre la stessa: chi è già dentro si salva, chi è fuori resta fuori.AnnaFinocchiaro aggiunge che per i giovani avvocati resistono troppe barriere. La replica arriva a stretto giro: il Pd viene accusato dall’Unione dei giovani avvocati di aver fatto troppo poco, per esempio sull’accesso dei giovani tra i cassazionisti. Certo, dentro i Democrats convivono più anime: ma resta il fatto che il Pd ha votato contro le proposte del Pdl, proprio sulle barriere. Anche l’Udc è critica con la legge sulla professione forense, oggi all’esame dell’Aula di Palazzo Madama.
I radicali, dal canto loro, sono pronti a stare sulle barricate contro chi vorrebbe reintrodurre tariffe amministrate. Il Pd annuncia una sua proposta sul riordino complessivo.