Albi: riforma promossa con riserva dai sindacati

21/11/2000

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Martedì 21 Novembre 2000
libere professioni
Consilp: «Rischio di super-Ordini».

I revisori: «Troppi vincoli».
Albi: riforma promossa con riserva dai sindacati

ROMA Promosso con riserva. Questo il giudizio che le organizzazioni sindacali delle professioni regolamentate danno al disegno di legge delega di riforma degli Ordini varato dal Consiglio dei ministri il 10 novembre scorso. Un giudizio sottoscritto anche dall’Istituto nazionale dei revisori contabili (Incr).

Promosso, per la Consilp (la Confederazione che riunisce 16 sigle professionali), perché l’impianto generale del disegno di legge consente un riordino delle professioni per categorie e perché esclude, per Ordini e Collegi, diritti di rappresentanza che spettano alle associazioni. Però con riserva, in primo luogo perché non coglie l’opportunità di ripartire tra soggetti distinti i compiti di formazione e di certificazione e, in secondo luogo, perché nasconde anche alcuni rischi: a preoccupare la Consilp sono le incerte conseguenze della liberalizzazione delle forme societarie nei servizi e i rischi di creazione di «super Ordini, connessi alla certificazione per le associazioni delle professioni già riconosciute». Mentre l’Inrc continua a ritenere superato, dall’Europa e dai tempi, «l’obbligo di appartenenza a questa o quella organizzazione».

«Il disegno di legge delega di riforma — dice il vicepresidente Consilp e responsabile degli studi legislativi, Antonino Rando — coglie l’opportunità di suddividere le professioni per macro-aree, ventilata anche in sede di riforma universitaria. Potrebbero così concludersi con successo gli annosi tentativi di costituire una professione unica, per esempio, tra consulenti del lavoro, ragionieri e dottori commercialisti. Speriamo però — aggiunge Rando — che nei Testi unici previsti per questo scopo trovi spazio anche la definizione di un percorso meritocratico per l’inserimento nei diversi livelli di attività».

La Consilp — spiega ancora il vicepresidente — prende poi atto del fatto che, attribuendo agli Ordini la veste di enti pubblici, «il disegno di legge delega esclude che sugli stessi incombano diritti di rappresentanza sindacale che, al contrario, competono esclusivamente alle organizzazioni sindacali».

A preoccupare la Confederazione è invece la liberalizzazione delle forme societarie nei servizi e l’affidabilità delle attestazioni di certificazione delle organizzazioni dei professionisti. «Mentre da un parte apprezziamo le società interdisciplinari — spiega Rando — dall’altro ci preoccupa il labile confine che caratterizza i servizi. Non vorremmo, per esempio, che un giorno si possa costituire una società con soci di capitale nel recupero dei crediti, attività tradizionalmente riservata agli avvocati».

Quanto alle certificazioni, poi, la Consilp teme che le organizzazioni professionali possano superare le stesse attribuzioni di Ordini e Collegi esistenti. Su questo punto, come sulla presenza di soci di capitale nelle società, si concentrerà, oggi, l’assemblea del Cup, il Comitato unitario di Ordini e Collegi.

Per la Consilp, intanto, è rimasta «troppo sfumata» la ripartizione dei compiti tra formazione e certificazione. «Ci eravamo raccomandati — spiega il vicepresidente — che queste due funzioni non cadessero in capo allo stesso soggetto. Ma lo schema di provvedimento non mi pare che chiarisca questo punto».

«Il vero punto debole di quel testo — dice Modesto Bertolli, presidente dell’Incr — è che non spazza via i vincoli esistenti sull’esercizio della libera professione». Per Bertolli la riforma ipotizzata è «accettabile nel complesso, ma non potrà mai essere l’iscrizione agli Albi a fare di una persona un professionista: se uno ha sufficienti capacità di tutelare il proprio cliente — spiega Bertolli — questi, a prescindere dall’iscrizione a Ordini, Collegi o Associazioni, non lo mollerà più».

La riforma, insomma, continua a far discutere. E anche i lettori potranno esprimere il loro parere sul disegno di legge delega rispondendo al sondaggio disponibile, fino a tutto domani, all’indirizzo Internet: www.ilsole24ore.com.

M.Pe.