Albi & mercato: Professionisti al nodo-società

08/11/2000

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Mercoledì 8 Novembre 2000
norme e tributi
Albi & mercato
: Oggi riunione decisiva tra il ministro Fassino e il presidente del Cup Boeri.
Professionisti al nodo-società.
Riemerge la possibilità di costituire Spa con soci di capitale almeno per la fornitura di alcuni servizi

ROMA Riuscirà il ministro della Giustizia, Piero Fassino, a strappare l’approvazione degli Ordini per il disegno di legge di riforma delle professioni che venerdì dovrebbe essere esaminato al Consiglio dei ministri? A vantaggio degli Ordini ci sono importanti riconoscimenti, basti citare il lasciapassare per tutti gli Albi attuali, con la salvaguardia delle relative esclusive. Per contro, c’è anche qualche boccone che potrebbe rivelarsi amaro, come il riconoscimento delle Associazioni, che possono operare anche in campi professionali "coperti" dagli Ordini e che possono rilasciare agli iscritti "attestati" di qualificazione. Ma è soprattutto il versante delle società a essere il più difficile da scalare. È vero che gli Ordini hanno incassato la disciplina sulle società di soli professionisti; d’altro canto, però, oltre a dover digerire la clausola di garanzia per le società della Merloni (e in generale per tutte quelle previste da normative ad hoc) gli Ordini si ritrovano a fare i conti anche con la previsione di società ai sensi dell’articolo 2249 del Codice civile che potranno svolgere anche «prestazioni professionali». Su questo comma, c’è da scommettere, oggi discuteranno ancora a lungo il ministro della Giustizia, Piero Fassino, e il presidente del Cup (il Comitato unitario degli Ordini), Gianni Boeri.

Finora Fassino ha saputo conquistarsi la collaborazione degli Ordini. Boeri più volte ha dato atto al ministro di «lealtà» e di volontà di definire la riforma. Tuttavia, proprio Boeri una quindicina di giorni fa al congresso di Trieste dei dottori commercialisti ha lanciato l’allarme perché nella bozza della riforma erano ricomparsi i soci di capitali. E da allora, nonostante incontri e chiarimenti, non sembra cambiato granché visto che le società ai sensi dell’articolo 2249 del Codice civile (anche con soci di capitale) potrebbero svolgere «servizi professionali» secondo la definizione della normativa comunitaria o attività che implicano «prestazioni professionali regolamentate» con l’eccezione delle attività riservate. Su questo punto continuano il contraddittorio tra i tecnici del Cup e quelli ministeriali e il pressing politico di Boeri.

Intanto, l’opposizione mette le mani avanti sulla bozza di decreto legislativo per recepire la direttiva 98/5 sugli avvocati: anche questo provvedimento, salvo sorprese, è atteso al Consiglio dei ministri di venerdì. Contro l’ipotesi di dedicare un articolo ad hoc all’attività di consulenza, esplicitando che le società con questo oggetto sociale non sono soggette a restrizioni e possono essere costituite secondo le tipologie del Codice civile, insorge il senatore di Forza Italia, Mario Pastore. Il parlamentare è il primo firmatario di un’interpellanza che invita a rispettare la delega della legge Comunitaria ’99: «Distinguere tra società di avvocati che esercitino la difesa processuale e società tra avvocati che svolgono mera attività di consulenza — afferma Pastore — è assolutamente irragionevole e illegittimo e dimostra l’ennesima inaffidabilità del Governo di centrosinistra nel rispettare la volontà del legislatore». Fin qui la polemica. Nella realtà i professionisti si trovano a fare i conti con la concorrenza delle società di consulenza internazionali.

M.C.D.