Albi & mercato: Ferma la riforma generale

09/01/2001

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Martedì 9 Gennaio 2001
libere professioni
Albi & mercato
: Ferma la riforma generale, ultimi tentativi per anticipare il riconoscimento.
Associazioni: cercasi stralcio.
Gli Ordini contro un provvedimento per i «comparti» non protetti

ROMALa riforma delle professioni è destinata a diventare eredità per la prossima legislatura. E anche la possibilità di stralciare l’articolo 9 del Ddl Fassino (il 7452) per dare status giuridico alle associazioni professionali deve fare i conti con parecchie difficoltà: il fattore-tempo, prima di tutto, e la prudenza delle forze politiche di fronte alla questione delle professioni, per tutta la legislatura oggetto di scontro tra il Governo (e la sua maggioranza) e gli Ordini.

Eppure, la rapida approvazione dell’articolo 9 del Ddl Fassino (si veda la scheda) è la richiesta che arriva dalle professioni non regolamentate e da Fita, che raccoglie associazioni che si riferiscono anche a comparti sottoposi alla "vigilanza" degli Ordini. Una "scorciatoria" ad hoc per le associazioni è — secondo Giuseppe Lupoi, portavoce del Colap, il Comitato delle professioni non regolamentate — l’unico modo per uscire dall’impasse della riforma complessiva del settore. «Nei prossimi giorni — afferma Lupoi — si riunirà il direttivo per sollecitare formalmente il Governo a prendere l’iniziativa dello stralcio».

Sulla stessa lunghezza d’onda Mauro Miccio, al vertice dell’Ici (la federazione che riunisce i comunicatori d’impresa) e vice presidente Fita. «Per dare visibilità giuridica a un mondo professionale che finora è stato legittimato dal mercato ma non dal punto di vista normativo è necessario ricorrere allo stralcio. Lo abbiamo chiesto — spiega Miccio — al ministro della Giustizia e agli esponenti dei vari partiti». Per le forze politiche la riforma delle professioni continua a essere una prova d’esame. «Valuteremo i comportamenti — sottolinea Miccio — e ce ne ricorderemo al momento del voto». Un bacino di grandi dimensioni quello delle professioni non regolamentate: il Cnel ha censito circa 1,9 milioni di esercenti, mentre ai servizi del terziario avanzato rappresentati da Fita fanno capo oltre 1,2 di addetti.

D’altra parte c’è il contrappasso degli iscritti agli Ordini (1,6 milioni), anche se non tutti svolgono la libera professione. L’ipotesi di stralciare l’articolo 9 del Ddl 7452 si scontra, infatti, con l’opposizione degli organismi rappresentativi delle professioni regolamentate. «Non ha senso — afferma Gianni Boeri, presidente del Cup, il Comitato unitario degli Ordini — fare una sola parte della riforma. Altrimenti, tutto il lavoro di confronto alla base del Ddl Fassino si rivelerebbe solo una messinscena elettorale. Tra l’altro, se si eliminassero la previsione di società con soci di capitale e quella relativa alle associazioni di professioni intellettuali regolamentate, il disegno di legge avrebbe tutto l’appoggio degli Ordini». In questo senso, il Cup ha firmato un’intesa con la Fac, la Federazione delle associazioni per la certificazione, per eliminare dal Ddl 7452 ogni riferimento ai soci finanziatori e qualsiasi interferenza delle associazioni negli ambiti protetti dagli Ordini.

Come sbrogliare la matassa? Per Giacinto Militello, responsabile libere professioni del Democratici di sinistra, lo stralcio può essere una chance, anche se «non si può decidere di imboccare questa strada senza aver chiarito in Parlamento la posizione delle forze politiche». Tuttavia, il calendario della II commissione della Camera continua a essere affollato di disegni di legge per affrontare l’emergenza-giustizia, dalle misure per i pentiti all’aumento degli organici per i magistrati.

E intanto con la legislatura agli sgoccioli sfumano gli strumenti per veicolare l’eventuale stralcio. Non si potrà ricorrere al disegno di legge sull’apertura e sulla regolazione dei mercati. Lo esclude il relatore, Paola Manzini (Ds): il disegno di legge sarà approvato nel giro di pochi giorni dall’Aula di Montecitorio, per passare poi al Senato per l’ultimo sì. E sembra "bruciato" anche il progetto di legge 6550, sulle professioni non regolamentate, dopo che il Comitato per la legislazione ha chiesto che il provvedimento sia coordinato con i due disegni di legge, il 5092 (il vecchio "Mirone) e il 7452.

Maria Carla De Cesari