Albi & mercato: Arrivano le Spa.

10/11/2000

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Venerdì 10 Novembre 2000

Albi & mercato: Oggi al Consiglio dei ministri il disegno di legge delega sulla riforma Professioni.
Arrivano le Spa.
Prevista la costituzione di società con soci di solo capitale per le prestazione dei servizi

ROMA. Società aperte a soci di capitale per «l’esercizio di servizi implicanti prestazioni professionali regolamentate», con l’esclusione delle attività "riservate"; società di soli professionisti; clausola di salvaguardia delle società di ingegneria e di quelle di avvocati. Con cinque commi l’articolo 5 del disegno di legge sulle professioni intellettuali delinea una disciplina articolata per le società consentite nello svolgimento di attività professionali, superando anche il tabu delle tipologie previste dall’articolo 2249 del Codice civile.

Il disegno di legge cui il ministro della Giustizia, Piero Fassino, ha lavorato per oltre due mesi, consultando in modo sistematico i rappresentanti di Ordini e Associazioni, arriva oggi al Consiglio dei ministri. «Si apre — commenta Fassino — una pagina nuova nella modernizzazione delle libere professioni. E anche in questo settore, l’Italia si mette al passo con l’Europa».

Il disegno di legge Fassino (elaborato con la collaborazione dell’ufficio legislativo di Palazzo Chigi) manda in soffitta il Ddl 5092 presentato nel 1998 dal Governo Prodi. Al di là dell’innovazione sui contenuti, Fassino sottolinea il metodo seguito. «Grazie al confronto — afferma — si è potuto liberare il campo dal pregiudizio che il Governo voglia fare una riforma punitiva verso qualcuno. Credo che il testo sia innovativo ed equilibrato: abbiamo tenuto conto delle istanze di Ordini e Associazioni. Ora lavoreremo perché il Ddl venga discusso in Parlamento». È prematura, secondo il ministro, l’ipotesi di stralcio dell’articolo 9 sul riconoscimento delle Associazioni nel caso in cui cadesse ogni speranza di chiudere la riforma prima dello scioglimento delle Camere.

In nove articoli il Governo ha scritto, dunque, i princìpi della delega per riformare le professioni. E gli elementi di continuità rispetto all’ordinamento si sposano con una decisa liberalizzazione, prima fra tutte quella sul fronte delle società. Infatti, mentre da una parte si fanno salve le «professioni intellettuali attualmente regolamentate», dall’altra si dà uno stop alle esclusive, visto che si prevede di «limitare le attività professionali riservate a determinati professionisti ai soli casi in cui tale riserva è prevista dalle disposizioni di legge vigenti alla data di entrata in vigore della… legge». Insomma, alla presa d’atto dei "diritti acquisiti" fa da contraltare il riconoscimento delle Associazioni, rappresentative delle nuove professioni, ma anche degli iscritti agli Ordini. Queste Associazioni, sia pure con modalità diverse, potranno rilasciare agli iscritti attestati di competenza e "diplomi" al termine di specifici percorsi formativi. Nasce, cioè, nelle intenzioni del Governo, il sistema duale — Ordini e Associazioni — per garantire l’utenza. Gli Ordini continueranno a essere enti pubblici non economici, cui viene riconosciuta autonomia patrimoniale, finanziaria e di organizzazione: la tassa di iscrizione resta un obbligo, ma «limitato alla misura necessaria all’espletamento delle funzioni esplicitamente demandate all’Ordine o Collegio». Si mette fine al divieto di pubblicità e i corrispettivi minimi — rapportati al costo della prestazione, comprensivo delle spese e del compenso del professionista — prendono il posto delle tariffe. I corrispettivi verranno definiti da commissioni istituite dal ministro della Giustizia, con la partecipazione minoritaria di esperti designati da Ordini e Collegi.

Le Associazioni delle professioni non regolamentate cui Fassino ha presentato ieri il disegno di legge sottolineano «l’innovazione del riconoscimento del sistema associativo e della responsabilità affidata alle Associazioni di garantire i requisiti dei propri iscritti». Un aspetto apprezzato da Giuseppe Lupoi ed Ennio Ciampoli (del ccordinamento Colap), da Ennio Lucarelli (Fita Confindustria) e da Mauro Covino (dei comunicatori dell’Ici).

Intanto, il Cup (il Comitato degli Ordini) ha ribadito «il sincero e doveroso apprezzamento per l’impegno del ministro», l’adesione agli «assunti» della riforma (la tutela del cliente), anche se resta la «necessità di escludere il capitale esterno dalle società professionali e di ridefinire organicamente le altre forme societarie previste da leggi in vigore». Il Cup ha inoltre segnalato «la necessità di evitare qualsivoglia interferenza tra ruoli e ambiti di Associazioni e Ordini».

Infine, il Consiglio dei ministri darà il via libera al Dlgs di recepimento della direttiva 98/5 sugli avvocati.

Maria Carla De cesari