Albi, la «ricetta» della Cdl

05/06/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Quale riforma – La nuova maggioranza si prepara ad affrontare il riordino degli Albi dopo il tentativo non riuscito nella tredicesima legislatura

    Albi, la «ricetta» della Cdl
    Concertazione con le organizzazioni dei professionisti per arrivare a una legge quadro
    M.C.D.
    ROMA – Riforma delle professioni: a centrare l’obiettivo si ritenta nella legislatura appena iniziata. Lo confermano, in attesa che si definisca il quadro istituzionale e di Governo, i responsabili delle libere professioni di Forza Italia e di Alleanza nazionale, rispettivamente Alfredo Biondi e Maria Grazia Siliquini. Oggi la senatrice di An ripresenterà il disegno di legge elaborato fin dalla scorsa legislatura (alla Camera era stato classificato come il n. 6642), mentre Biondi incontrerà in settimana il presidente Maurizio de Tilla, presidente dell’Adepp, l’Associazione delle Casse previdenziali private. Sia Siliquini sia Biondi confermano come «prioritario» il traguardo della riforma: le linee direttive vanno trovate nel documento, in dieci punti, presentato a marzo dalla Casa delle Libertà. «Concertazione» con le professioni e «legge quadro» sono — secondo Biondi — i due strumenti per arrivare al risultato. Il clima di partenza è senz’altro diverso da quello che ha guidato i tentativi dei Governi Prodi e D’Alema, che puntavano a liberalizzare un settore giudicato, anche dall’Antitrust, troppo protetto a vantaggio dei professionisti regolamentati, a scapito degli interessi degli utenti. Quei tentativi — per Biondi — sono stati ispirati da intenti «punitivi». Solo sul finire della legislatura, attraverso il confronto con gli Ordini, si è arrivati a definire il disegno di legge Fassino, che contiene — riconosce Biondi — alcuni «passi avanti», giustificabili però «con la volontà di accreditare la vecchia maggioranza presso i professionisti». Dunque, si ricomincia da capo: a partire dalla risposta al quesito sugli obiettivi della riforma. Il provvedimento — in base al documento della Casa delle libertà — dovrà ammodernare gli Ordini, a cui verrà concessa maggiore libertà di azione in materia organizzativa, abbinata a un potere più incisivo nel campo disciplinare e della formazione. Tuttavia, basterà questa iniezione di "efficienza" per rendere più competitivo un settore sempre più esposto alla concorrenza internazionale? La Casa delle libertà promette di porre fine al «soffocamento fiscale» e si prospettano «esenzioni fiscali» per l’ammodernamento degli studi. Si tratta di misure che potrebbero essere inserite già nella prossima Finanziaria, come ipotizza Biondi. In ogni caso la futura riforma non potrà sfuggire al nodo del rapporto tra le professioni regolamentate in Ordini e Collegi e quelle non riconosciute, nate sulla spinta dell’evoluzione del terziario e dei servizi, occupando non solo nuove nicchie ma anche spazi contigui (e talvolta sovrapposti) rispetto a quelli "coltivati" dalle categorie tradizionali. Il problema sarà individuare i princìpi per le linee di demarcazione, senza contare che i "conflitti" di attribuzione minano i rapporti anche all’interno degli Ordini e dei Collegi: basti pensare alle dispute sul cemento armato o sulla modesta costruzione che oppongono i geometri, da una parte, e gli ingegneri e gli architetti, dall’altra. Ma, anche restando tra professioni che hanno lo stesso "grado" di formazione, la competenza sulle relazioni geotecniche vede contrapposti ingegneri e geologi. Nel documento di marzo, la Casa delle libertà si dice consapevole che l’operazione è spinosa e propone un chiarimento per gradi. Quanto alle professioni non riconosciute, esse «possono organizzarsi — secondo la nuova maggioranza — mediante la costituzione di associazioni non esclusive e non obbligatorie, che potranno rappresentare agli occhi del pubblico dei punti di riferimento per una attestazione di qualità delle prestazioni rese dai propri iscritti». L’ambito per le libere associazioni potrebbe essere quello delle «attività non riservate in esclusiva dalla legge», come spiega il progetto di legge Siliquini. Tuttavia, bisognerà chiarire se a ogni Ordine verrà ricondotto un gruppo di esclusive o se si lascerà in sospeso la razionalizzazione delle competenze.
    Martedí 05 Giugno 2001
 
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