Albi, i regolamenti sull’accesso ultima «spina» per il Governo

23/05/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Dopo i pareri del Consiglio di Stato restano incerte le sorti dei due provvedimenti

    Albi, i regolamenti sull’accesso ultima «spina» per il Governo
    N.T.
    ROMA. Consiglio di Stato "assediato" ieri — sia pure con il riguardo che si addice al massimo organo della giustizia amministrativa — dai vertici degli Ordini per conoscere i dettagli dei pareri sui due schemi di regolamento per coordinare ordinamenti professionali e titoli universitari. In realtà i testi dei pareri sembra siano stati perfezionati ieri anche se per tutto il giorno si sono rincorse le illazioni sulle posizioni dei giudici. In ogni caso per il responso sembra sia ormai questione di ore, anche se non è detto che il ministero dell’Università renda noto il parere prima che sia deciso il destino dei due schemi di regolamento.
    Se le modifiche richieste dal Consiglio di Stato fossero di entità misurata, il Governo potrebbe riuscire ad approvare definitivamente i due schemi di Dpr, visto che si tratta di atti che rientrano nell’ordinaria amministrazione. Se, invece, i rilievi del Consiglio di Stato sconfinassero nella critica, la posizione del Governo potrebbe essere più delicata, visto che si avvicina il termine del mandato.
    I due schemi di regolamento (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri) sono stati proposti in base alla legge 4/99 (come modificata dalla 370/99) e riguardano: dottori commercialisti e ragionieri (uno schema di Dpr ad hoc) e le professioni di dottore agronomo e dottore forestale, agrotecnico, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, geometra, ingegnere, perito agrario, perito industriale e psicologo.
    In attesa del Consiglio di Stato, il Comitato tutela professione dottore commercialista è tornato a riproporre tutti i suoi argomenti contro la proposta di un Albo unico con i ragionieri. Lo ha fatto con una lettera inviata a una decina di personalità istituzionali e politici, dal presidente della Repubblica al presidente del Consiglio, dal ministro della Giustizia ai responsabili dei partiti della Casa delle libertà. Il primo firmatario è l’attuale consigliere nazionale, Giovanni Stella.
    Il Comitato ha ribadito che è illegittima una decisione che porta a «una commistione» tra professioni con diverso percorso formativo. Sino al Dm 622/96 i ragionieri — secondo il Comitato — non hanno «mai sostenuto un esame di Stato, bensì una semplice prova interna di abilitazione», in quanto titolari di diploma di scuola secondaria. L’obiettivo del Comitato, afferma Stella, è scongiurare l’approvazione del Dpr «da parte di un Governo cacciato dagli elettori».
    Agli argomenti del Comitato — tra cui figura anche l’eccesso di delega — replica il presidente del Consiglio nazionale dei ragionieri, William Santorelli, che liquida le considerazioni come «espresssioni di miseria intellettuale, di chi non ha a cuore il futuro della professione economica e il destino dei giovani».
    Mercoledì 23 Maggio 2001
 
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