Albi: Gli Ordini «pressano» Fassino per un rapido varo della riforma

24/10/2000

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Martedì 24 Ottobre 2000
libere professioni
Albi & mercato
: I vertici Cup cercano di serrare i tempi del disegno di legge. Gli Ordini «pressano» Fassino per un rapido varo della riforma

ROMA Un incontro risolutivo, quello di oggi al ministero della Giustizia, per definire il testo della riforma delle professioni: almeno così auspica il vertice del Cup, il Comitato unitario degli Ordini. «Siamo decisi — afferma Gianni Boeri, presidente del Cup — a uscire da via Arenula con la proposta del Governo. Il ministro Piero Fassino, che ho incontrato la settimana scorsa a Trieste al congresso dei dottori commercialisti, me lo ha assicurato. Occorre, infatti, porre fine al via vai di riunioni interlocutorie: ormai tutte le questioni sono state sviscerate e le posizioni sono state chiarite. Delineare la soluzione, a questo punto, spetta a Fassino».

Dunque, la delegazione del Cup — composta oltre che da Boeri, dal vice presidente Giancarlo Laurini e dall’avvocato Antonio Leozappa — andrà al ministero della Giustizia con la missione di ritirare il testo della riforma, su cui sarà chiamata a pronunciarsi l’assemblea del Cup. «La consultazione — promette Boeri — avverrà in modo rapido».

Secondo i rappresentanti dei professionisti regolamentati è tempo di suggellare con un sì o con un no il confronto che, con Fassino, va avanti da settembre. Il ministro lo ha qualificato come lavoro per tappe successive, procedendo parallelamente a raccogliere le osservazioni degli Ordini e delle Associazioni.

Ora, dopo che negli ultimi incontri tecnici è di nuovo balenata la prospettiva di società con soci di capitale per svolgere prestazioni professionali, Boeri vuole "costringere" Fassino a fare chiarezza. Il presidente del Cup esorcizza però la possibilità di un fallimento su tutti i fronti della trattativa. «Non sarebbe saggio — afferma — scialacquare il lavoro di questi mesi. Le posizioni non sono mai state così vicine». Nel caso in cui da Fassino arrivi una proposta che accoglie tutti (o quasi) i princìpi sollecitati dagli Ordini (no alle società con soci di capitali, corrispettivi minimi fissati da organismi terzi per tracciare lo spartiacque tra prestazioni di qualità e non, riconoscimento delle Associazioni avendo però cura di evitare sovrapposizioni con gli Ordini, che dovrebbero essere gli unici ad attestare la preparazione dei liberi professionisti), l’accordo potrebbe tradursi in un disegno di legge. «Un promemoria per la prossima legislatura», lo definisce Boeri. «È infatti difficile — riconosce — che il Ddl possa completare entro marzo tutti i passaggi parlamentari». L’intesa potrebbe anche essere limitata, recependo solo i punti condivisi.

Sulla riforma delle professioni è intervenuto ieri anche Innocenzo Cipolletta (presidente della Marzotto), secondo cui va abolito il potere degli Albi sul numero chiuso, va rivisto l’Ordine dei giornalisti e si devono introdurre società di capitale.

Intanto, i giovani della Sinistra giovanile sollecitano Fassino a una riforma che faciliti l’ingresso della professione: l’esame di Stato deve «garantire l’uniforme valutazione su base nazionale dei candidati», con commissioni in cui la presenza dei componenti degli Ordini è limitata alla metà; il praticantato deve essere sostituito da un tirocinio retribuito (da svolgersi anche durante gli studi); infine deve essere superato ogni meccanismo di predeterminazione numerica degli ingressi, come accade per farmacisti e notai.

Maria Carla De Cesari