Albi e Professioni: serviranno tempi lunghi

12/11/2000

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Sabato 11 Novembre 2000

Per il cambiamento serviranno tempi lunghi

ROMA. Prima che cambi qualcosa nel mondo delle professioni intellettuali occorrerà attendere ancora almeno un anno e mezzo. È questo il termine entro cui, in base al disegno di legge delega varato ieri dal Consiglio dei ministri, il Governo dovrà emanare i decreti legislativi che daranno concreta attuazione alla riforma.

Una riforma concertata fino in fondo. Il disegno di legge — frutto di quasi quattro anni di discussioni tra Governo, Ordini, Collegi e Associazioni — prevede espressamente che anche i decreti delegati vengano emanati «sentiti gli Ordini e Collegi professionali interessati e le Associazioni delle professioni non regolamentate» rappresentate nel Cnel. Non solo: la stessa sorte è riservata agli eventuali, successivi provvedimenti integrativi e modificativi che potranno essere adottati entro due anni dall’entrata in vigore dei decreti legislativi.

Il professionista potrà farsi pubblicità, sebbene solo informativa, e operare in società (si veda, per questo aspetto, l’articolo qui a fianco). Saranno queste le novità più rilevanti della riforma, assieme al riconoscimento delle Associazioni professionali. I provvedimenti annunciati non modificheranno infatti più di tanto l’attuale struttura delle professioni regolamentate (salva la possibilità di accorpamenti tra Albi e Collegi similari) e non elimineranno le attuali riserve all’esercizio dell’attività (salva l’impossibilità di prevederne di nuove). Lo precisa il disegno di legge delega che, piuttosto, sottrae agli Albi un po’ di "potere" in sede di esame di Stato e introduce un «equo» compenso ai praticanti. Sotto il primo profilo, i decreti delegati dovranno garantire «l’uniforme valutazione dei candidati su base nazionale»; non più della metà dei commissari, tra l’altro, potrà essere designata dagli Albi, e comunque soltanto tra iscritti appartenenti a un Ordine o a un Collegio diverso da quello d’esame. Sotto il secondo profilo, invece, il professionista dovrà corrispondere al praticante un compenso «commisurato all’effettivo apporto all’attività professionale». E il tirocinio, poi, potrà essere utilmente svolto anche all’estero, «contemporaneamente agli studi necessari per il conseguimento del titolo professionale».

Meno poteri agli Albi anche con riferimento al "prezzo" delle prestazioni offerte. Il provvedimento varato ieri non parla più di tariffa, ma di corrispettivi minimi e massimi. La differenza, sebbene esigua, c’è: mentre la tariffa viene adottata dal ministero su proposta della professione interessata, i corrispettivi saranno invece stabiliti con decreto su proposta di una commissione ministeriale composta anche, ma in minoranza, da rappresentanti degli Ordini o dei Collegi. Tra il limite minimo e il limite massimo del corrispettivo, poi, troverà spazio la contrattazione: il "prezzo" della prestazione resa, infatti, dovrà essere concordato con il cliente. Il quale, inoltre, sarà tutelato dall’inizio alla fine del rapporto: all’inizio, perché il professionista è tenuto a qualificarsi correttamente, specificando anche la categoria di appartenenza (Albo, Collegio o Associazione); e alla fine perché lo stesso è anche tenuto a sottoscrivere una polizza per la responsabilità civile «tale da assicurare l’effettivo risarcimento del danno» eventuale. La tutela del cliente sarà anche indiretta, visto che il disegno di legge delega prevede norme più rigorose delle attuali in materia di sanzioni disciplinari e di aggiornamento professionale.

I decreti delegati serviranno poi a disciplinare le associazioni, a costituzione «libera», che potranno registrarsi, sentito il Cnel, presso il ministero della Giustizia. Le associazioni potranno rilasciare «attestati di competenza riguardanti la qualificazione professionale, tecnico-scientifica e deontologica».

Marco Peruzzi