Alberghi Vince il lusso discreto

25/10/2010

I big puntano a soddisfare le esigenze sia del viaggiatore per piacere sia di chi, invece, lo fa per dovere Sta diminuendo il numero degli eventi con grandissima partecipazione Mentre aumentano le convention da 50-100 partecipanti in strutture top
Si erano dissolti come neve al sole. Adesso ritornano ma pretendono di più. Le aziende stanno tornando a muoversi, tornano meeting e convegni ma in scala ridotta e magari in contesti più alti.
Il trend degli ultimi due anni ha mostrato una crescita soprattutto degli eventi di piccole dimensioni (da 50 a 100 partecipanti), mentre è calata la domanda per quelli medi e grandi. Una tendenza che si è andata affievolendo nel secondo semestre 2009, con una ripresa dei congressi di dimensione media e delle presenze congressuali che sono salite del 2,9%.
Su misura
In un simile scenario, a trarre maggiori benefici sono gli alberghi di lusso, posizionati nei centri storici della grandi città (italiane e internazionali) che offrono sale per meeting e servizi per eventi .
È il caso del gruppo Baglioni, brand noto soprattutto per il lusso e la ricercatezza delle sue strutture ma che nell’ultimo anno ha addirittura raddoppiato il giro d’affari proveniente dal business. «Il risveglio è evidente — spiega Luca Magni, responsabile marketing del gruppo Baglioni — e il nostro posizionamento è sicuramente adatto alle necessità delle aziende e il modello che proponiamo è quello di un servizio personalizzato in base alle richieste del cliente. Le aziende si muovono meno che in passato ma quando lo fanno si attendono anche un ritorno d’immagine, chi riesce ad accontentarli viene premiato dal mercato».
Un mercato che ultimamente ha riservato buoni numeri a tutto il gruppo Baglioni «Per quanto riguarda il 2010 — spiega Guido Polito vice president e figlio di Roberto Polito, fondatore del gruppo — a fine settembre abbiamo registrato una crescita di circa 12%, frutto di una crescita del settore ma anche di quello
. Sono risultati su cui pesa la nostra scelta di campo definitiva, scegliere l’alto profilo mantenendo solo strutture di lusso in città in grado di sostenere il doppio binario: affari e tempo libero».
Non a caso il gruppo ha da poco ceduto l’Hotel Bernini Palace di Firenze, il Due Torri di Verona e il Grand hotel di Bologna. «Nel caso di Firenze — precisa Polito — abbiamo deciso di elevare il target puntando su un palazzo storico del ’700 che oggi ospita il Relais Santa Croce nel cuore della città. A Bologna e Verona, invece, è difficile mantenere un alto target lusso o business. In compenso ci stiamo guardando intorno per nuove destinazioni. A Marrakech, per esempio, apriremo all’inizio del 2012 una lussuosa struttura polivalente che si proporrà al mercato internazionale anche come una
destinazione business».
Il catalogo
Chi al turismo congressuale ha addirittura dedicato una strategia specifica è il gruppo Boscolo, che da tempo cura questo settore con particolare cura. «Da anni ragioniamo nell’ottica di una grande catena europea di hotel a cinque stelle — spiega Angelo Boscolo, presidente del gruppo alberghiero —. Il ,i meeting e gli eventi rappresentano una parte molto importante delle nostre attività. Ecco perché siamo stati gli unici a realizzare un vero e proprio catalogo di proposte, da presentare ad aziende e privati, in cui realizziamo qualsiasi tipo di soluzione per eventi e congressi».
Il tutto declinato secondo la mappa europea delle strutture del gruppo. «Certo — continua Boscolo — perché possono esserci aziende per le quali è più strategico il mercato dell’Est e quindi preferiscono una location a Praga, dove abbiamo due piani espositivi e un’area congressuale. Altre imprese hanno più interessi nei Balcani e quindi proponiamo Budapest dove abbiamo uno spazio congressi da mille posti. Oppure rimanere nel cuore di Milano o Roma dove siamo in pieno centro storico».
Eppure, malgrado le alte potenzialità, l’Italia non risulta in testa alla classifica dei Paesi più « gettonati » per il turismo d’affari. «Il compito di noi operatori è quello di offrire il meglio possibile, nelle strutture e nei servizi — osserva Boscolo — ma da soli non bastiamo. Anche il nostro settore è imbrigliato da troppi legacci burocratici: basti solo pensare che per far mangiare nel ristorante di un albergo dei clienti che vengono da fuori, serve una doppia licenza. Abbiamo bisogno di una burocrazia più leggera e di una normativa pensata per il nostro settore. Altrimenti faremo fatica a tenere il passo degli altri».