Alberghi, la ripresa è vicina

03/02/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
028, pag. 15 del 3/2/2004
di Fabio Donfrancesco



Più prenotazioni, anche se le tariffe scendono. Verso 500 nuove strutture.

Alberghi, la ripresa è vicina

Dopo il boom natalizio, buone attese per l’estate

Esercitare professione di ottimismo. Nonostante tutto. Gli imprenditori alberghieri italiani non smentiscono la tradizionale attitudine a scrutare a inizio anno l’orizzonte e trarne, comunque, positivi auspici per l’andamento dell’attività. Anzi, dopo il tutto esaurito registrato negli hotel delle località di montagna durante Natale e Capodanno, c’è chi già intravede per la stagione estiva l’uscita dal tunnel.

´Le nostre analisi sui dati dei mesi scorsi ci fanno ritenere che il comparto ricettivo-alberghiero stia recuperando, in qualche modo, il trend positivo di una volta’, spiega Aureliano Bonini, alla guida di Trademark, l’istituto di ricerca riminese specializzato nel campo del turismo. ´C’è stato un netto recupero di camere prenotate, tanto nelle città d’arte quanto in quelle legate più al mondo degli affari, che sono state certamente tra le più penalizzate. Anche se le tariffe medie sono state ritoccate al ribasso’.

Tale tendenza deve essere messa in relazione con l’incremento degli italiani che hanno preferito trascorrere le vacanze dentro i confini nazionali. ´È vero, sono stati i turisti italiani a salvare i conti del 2003 e a compensare, seppur parzialmente, l’assenza di quelli stranieri, soprattutto nelle regioni del Sud’, sottolinea a ItaliaOggi Armando Petromilli, presidente della commissione albergatori del Mezzogiorno di Federalberghi. ´Non ci sono state grosse flessioni di presenze rispetto ai dati del 2002: nelle regioni meridionali abbiamo registrato da un +0,7% fino a un +1,8%. Ma gli albergatori, per mantenere le quote di mercato e incentivare la domanda domestica’, aggiunge Petromilli, ´hanno dovuto abbassare i prezzi in maniera diretta o indiretta. Grazie alle legge 488, inoltre, sono partiti moltissimi progetti di ristrutturazione e up-grading degli hotel. Il Mezzogiorno, però, continua a scontare pesantemente i suoi cronici punti di debolezza: l’alto indice di stagionalità (51%) degli occupati nel settore (in Lombardia è il 9%), oltre all’insufficiente sistema dei trasporti’.

Sul boom di nuove realizzazioni di strutture alberghiere in Italia, oltre 500 nel giro di un paio d’anni, pone l’accento Celso De Scrilli, presidente di Best Western Italia, presente oggi nella Penisola con 138 alberghi affiliati: ´In molte località, soprattutto d’affari, sono partiti svariati piani di sviluppo dell’offerta ricettiva senza studi preliminari di posizionamento strategico e redditività. A Bologna, per esempio, avremo il 50% in più di camere. Tale politica di sviluppo andrebbe parallelamente supportata da campagne promozionali, al fine di aumentare gli arrivi’.

E allora non è un caso che gli albergatori indipendenti (attualmente in Italia non superano il 5%) sono sempre più spinti a entrare in qualche catena nazionale o internazionale, che consenta loro di essere visibili anche in mercati emergenti, Russia e Cina in primis, dove il passaparola e un sito Internet non sono sufficienti. ´Affiliarsi a brand riconosciuti a livello internazionale serve in questo momento anche per intercettare il mercato interno’, osserva Flavio Serra, direttore generale Best Western.

Per Bonini, però, la tendenza ad aprire nuovi alberghi o a ristrutturare i vecchi può solo far bene al sistema turistico-ricettivo italiano: ´La storia insegna che si ingenera comunque uno spirito di emulazione e, alla fine, è tutta l’area ad aumentare l’appeal nei confronti della clientela’. Su questa analisi è d’accordo anche Domenico Lupo, presidente dell’Unai, l’associazione che raggruppa gli alberghi indipendenti aderenti a Federturismo/Confindustria: ´La competizione nell’eccellenza è sempre un fattore positivo per il comparto. Certo, occorre calibrare e prevedere uno sviluppo armonico dell’offerta alberghiera sul territorio, trovando nuovi appeal per catturare il cliente. Per esempio, fare sistema con i soggetti organizzatori di eventi e manifestazioni culturali. In questo senso l’Unai ha siglato accordi di cooperazione con il comparto della moda italiana e dell’alta gastronomia’.

Dato per acquisito che i viaggiatori del 2000 decidono di prenotare sotto data e confrontano abitualmente prezzi e offerte via Internet, per il management degli hotel diventa difficile stabilire una corretta politica tariffaria. ´Ormai il cliente si dovrà abituare ad avere un prezzo della camera diverso per ogni giorno dell’anno, a seconda di quanto tempo prima prenota’, sottolinea Serra. (riproduzione riservata)