Alberghi in crisi, nel 2004 crollano presenze e ricavi

15/11/2004

    sabato 13 novembre 2004

    sezione: ECONOMIA ITALIA NA- pag: 19

    Bocca (Federalberghi): persi almeno 500 milioni, molti bilanci in rosso
    Alberghi in crisi, nel 2004 crollano presenze e ricavi

    DOMENICO RAVENNA

      GENOVA • Per gli albergatori italiani il 2004 è da dimenticare. L’anno si avvia a chiudere con un totale di presenze inferiore dell’1% rispetto al consuntivo del 2003. La clientela italiana registra un calo del 2,2%, quella proveniente dall’estero un incremento dello 0,8 per cento. «Stiamo vivendo una crisi che tinge di rosso i bilanci di molte imprese, come non accadeva da almeno cinque anni», ha sostenuto ieri il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, illustrando i dati di preconsuntivo nel corso della presentazione di Tecnhotel-Hospitality, che si inaugura oggi alla Fiera di Genova.

      L’annus horribilis per gli albergatori si condensa nel pesante andamento del trimestre estivo: 2,5 milioni di pernottamenti in meno di clienti italiani e altri 2 milioni in meno da parte dei turisti tedeschi. «In termini di fatturato — ha sottolineato Bocca — si traduce in una perdita di almeno 500 milioni solo per il nostro comparto». Crollano i flussi dalla Germania: nel periodo compreso fra giugno e ottobre, le presenze tedesche sono diminuite del 15,4 per cento. Disaggregando i dati, le perdite maggiori per gli alberghi nel 2004 si registrano nelle stazioni balneari (-4,7%) seguite dalle città d’affari (-1,6%) e dalle località montane (-0,8%).

        «E non è neanche vero — ha aggiunto Bocca — che gli italiani abbiano disertato i nostri esercizi e privilegiato le mete estere. La verità è che hanno fatto meno vacanze, come testimonia la bilancia valutaria dell’Ufficio italiano cambi, che indica una diminuzione di spesa turistica all’estero degli italiani pari al 17% a giugno e all’11% a luglio».

        I contraccolpi della crisi non risparmiano, ovviamente, il mondo del lavoro. «Nei primi dieci mesi dell’anno — ha spiegato il presidente di Federalberghi — i dati Inail documentano un calo dell’11% delle assunzioni in alberghi e ristoranti, pari a oltre 83mila contratti in meno».

        Le strategie anticrisi escludono qualsiasi tentativo di competizione con le nuove destinazioni come Croazia, Tunisia, Egitto. «Impossibile competere — ha osservato Bocca — con mercati che beneficiano di un costo del lavoro pari a un decimo del nostro. Piuttosto, possiamo fare la nostra parte elevando il livello degli alberghi agli standard europei e internazionali. Al Governo chiediamo l’allineamento dell’Iva a Francia e Spagna, che non si reintroduca la tassa di soggiorno, l’istituzione di un ministero per le Politiche turistiche e adeguate risorse all’Enit da riversare sui mercati emergenti come la Cina».

          E proprio l’Enit, attraverso il presidente Amedeo Ottaviani, fa da contraltare al quadro preoccupante tracciato dagli albergatori. «Il 2004 — prevede Ottaviani — potrebbe chiudersi con un bilancio positivo per il turismo estero in Italia, tenuto conto che nel periodo gennaio-agosto i ricavi valutari sono aumentati del 5,3%».