Alberghi Ciga, Barrack (Colony) esce dalla gara

29/07/2002

27 luglio 2002





Alberghi Ciga, Barrack (Colony) esce dalla gara

Benedetta Cortesi

(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – Nel girone infernale dei prestiti a usura sono finite almeno 500mila persone. Tra le vittime almeno 120mila commercianti, per un volume di affari che ruota attorno ai 25 miliardi di euro, che vanno in tasca a 25mila usurai professionisti. Roma si conferma la capitale d’Italia dell’usura, mentre nella graduatoria delle regioni più colpite la Campania (25%) è seguita dalla Sicilia (17%) e dal Lazio (16%). Queste regioni, insieme a Calabria (7%), Lombardia (7%) e Puglia (7%), da sole concentrano il 79% dei reati di usura, secondo l’indagine presentata ieri dalla Confesercenti. Dalla ricerca emerge che il fenomeno non si sta attenuando, nonostante tutti gli sforzi. È stabile sia nel Centro-Sud dove, al «cravattaro» che agisce in solitario, si affianca una figura più organizzata, forte dell’appoggio di liberi professionisti, sia nel Nord, dove più frequenti risultano le denunce a società finanziarie. Tra le vittime, oltre alla maggioranza di commercianti e imprenditori, un 13% di lavoratori dipendenti e un 5% di professionisti, tutti in un età compresa tra i 41 e i 55 anni. Gli usurai, invece, nel 12% dei casi hanno un’età superiore ai 66 anni e nel 22% tra i 56 e i 65 anni. Nella maggior parte dei casi gli usurai svolgono, almeno ufficialmente, la stessa attività della vittima, sono a perfetta conoscenza delle sue difficoltà economiche e, in casi limite, ma non rari, tra usurato e usuraio esistono addirittura legami di parentela. Preoccupante il calo nel numero delle denunce che dal 1996 (anno di approvazione della legge antiusura) in poi è stato costante e generalizzato. Nel 2000 si è toccato il punto più basso: 852 persone denunciate contro le 1.115 del ’99. E questo perchè – denuncia la Confesercenti – i tempi della giustizia sono troppo lenti: nel 22% dei casi il reato cade in prescrizione (sono stati denunciati numerosi trucchi usati dagli usurai per allungare i tempi). Nel 44% dei casi il rinvio a giudizio arriva dopo due o quattro anni dalla denuncia, mentre per avere una sentenza di primo grado la parte offesa deve attendere più di quattro anni (70% dei casi). Ma, soprattutto, il 79% degli imputati condannati per reato di usura (con una pena massima di un anno e sei mesi) rimane a piede libero e comunque, in nessun caso vengono applicate le misure di restrizione patrimoniale.