Alberghi: Cendant fa rotta sull’Italia

09/11/2000

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Giovedì 9 Novembre 2000
italia-turismo
I big degli alberghi
: Il gruppo americano vuole aprire nuovi hotel con il marchio Days Inn.
Cendant fa rotta sull’Italia.
Allo studio una formula innovativa di investimento immobiliare con la partecipazione al «mol»

MILANO. Debutta sul mercato italiano il gruppo alberghiero Cendant, primo al mondo per numero di hotel davanti a Bass. L’operazione fa parte di una strategia che tende a esportare le attività del gruppo, rimaste finora molto concentrate sul mercato degli Stati Uniti (ad eccezione dei servizi di autonoleggio Avis).

Lo sbarco nel nostro Paese avverrà con il marchio Days Inns, che rappresenta circa 2mila dei 6mila alberghi del gruppo (gli altri marchi sono Ramada, che già esiste in Italia ma in gestione a Marriott, Howard Johnson, Knights Inn, Super8 Motel, Travelodge, Wingate Inn, Villager Lodge). «Per la prima volta Days Inns può offrire sia agli italiani sia ai turisti un prodotto alberghiero di qualità che amplia le possibilità di scelta», ha dichiarato il presidente di Days Inns, Joe Kane.

Lo sviluppo del marchio in Italia sarà affidato alla Days Master Italia, società controllata da due soci italiani, Bruno Petruzzo e Andrea Cesaretti, che hanno firmato un accordo della durata di 25 anni.

In Italia lo sviluppo seguirà essenzialmente tre linee: innanzitutto il più "classico" sviluppo del franchising (attraverso un entrance fee, oltre a una percentuale sulla prenotazione delle camere effettuate con il call center del gruppo e una percentuale sul fatturato lordo), il management (in cambio di una quota fissa prefissata e di una percentuale del margine operativo lordo), cui potrà poi aggiungersi anche l’acquisto delle strutture immobiliari. Ed è proprio a questo proposito, come si vedrà più avanti, che l’operazione presenta le caratteristiche più innovative.

Gli hotel, che andranno a posizionarsi fra le tre stelle e le quattro stelle plus, hanno come principale concorrente i marchi della Bass (da Holidays Inn a Crowne Plaza). Nel mirino ci sono attività con 80/120 camere, per arrivare entro 18 mesi ad avere 500 camere.

Petruzzo ha già lanciato il marchio Days Inn su alcuni mercati dell’America latina, promuovendo anche investimenti immobiliari attraverso una formula piuttosto anomala per il mercato italiano, ma che lo stesso Petruzzo si propone di introdurre anche nel nostro Paese. «Qui in Argentina — spiega Petruzzo da Buenos Aires — la nostra società di sviluppo Bmp sta promuovendo oltre 600 miliardi di lire di investimenti per la costruzione di 52 hotel con 4.500 camere, coinvolgendo importanti fondi d’investimento e investitori istituzionali del Nord e Sud America e in Italia, dove naturalmente gli alberghi è meglio comprarli, piuttosto che costruirli, la filosofia sarà più o meno la stessa». La caratteristica innovativa è che ai soci della società d’investimento non viene offerto il rendimento classico di chi affitta le mura (nell’ordine del 5-7%), ma una partecipazione al margine operativo lordo dell’albergo. In questo modo il rendimento — assicura Petruzzo — può essere senz’altro raddoppiato.

Martino Cavalli