Al via la Cigs per la «solidarietà»

26/11/2002



            26 novembre 2002

            NORME E TRIBUTI
            Al via la Cigs per la «solidarietà»

            In «Gazzetta Ufficiale» tre decreti sulla Cassa integrazione straordinaria


            Diversi provvedimenti hanno interessato nei giorni scorsi gli interventi della Cassa integrazione straordinaria (Cigs). Dopo il decreto 20 agosto 2002 («Gazzetta Ufficiale» 270 del 18 novembre) che stabilisce i criteri per l’approvazione e della proroga dei programmi per riorganizzazione e ristrutturazione aziendale, la «Gazzetta Ufficiale» 271 del 19 novembre riporta tre provvedimenti, tutti del 20 agosto, su durate e modalità degli interventi Cigs.

            Per la «solidarietà». Il decreto 31445 fissa criteri e modalità per concedere il trattamento di integrazione salariale in favore dei dipendenti di aziende che hanno sottoscritto contratti collettivi nazionali di solidarietà (legge 863/84), che utilizzano la contrazione dell’orario di lavoro per evitare, in tutto o in parte, la riduzione del personale. Sono interessate tutte le aziende che rientrano nel campo di applicazione Cigs, escluse quelle che hanno presentato istanza di ammissione alle procedure concorsuali o che hanno procedure in corso. Possono beneficiare del contratto di solidarietà tutti i dipendenti (esclusi dirigenti, apprendisti e lavoratori a domicilio) ma non nei casi di fine lavoro o fine fase lavorativa nei cantieri edili o per rapporti di lavoro a termine, stipulati per esigenze di attività produttive soggette a fenomeni di natura stagionale. La riduzione dell’orario di lavoro può essere concordata con riferimento all’orario giornaliero, settimanale o mensile. L’esubero di personale per evitare il quale viene sottoscritto il contratto di solidarietà va quantificato e motivato nel contratto stesso.

            Imprese di pulizia. Il decreto 31446 fissa i requisiti per la richiesta della Cigs nelle imprese di pulizia, quando è motivata dalla contrazione dell’attività del l’impresa committente verificatasi a seguito dell’attuazione di programmi di crisi aziendale, o di ristrutturazione, o di riorganizzazione o di conversione industriale, già oggetto di interventi salariali. L’intervento può essere chiesto sia a favore dei dipendenti sia dei soci lavoratori della cooperativa, purché prestino l’attività lavorativa in modo prevalente e continuativo e siano stati sospesi dal lavoro o effettuino un orario di lavoro ridotto a seguito della contrazione dell’attività del committente. La richiesta può essere comunque avanzata solo da un’impresa che occupi almeno 15 addetti per i quali sono versati i contributi Cig.

            I limiti. Il decreto 31447 stabilisce i criteri per l’applicazione dei commi 9 e 10 dell’articolo 1 della legge 223/91: quantifica, cioè, i limiti di fruizione dei trattamenti straordinari di integrazione salariale. In particolare, stabilisce che il limite riferito alle singole unità aziendali può essere superato in caso di procedure concorsuali se l’attività produttiva è iniziata almeno 24 mesi prima dell’avvio degli interventi di integrazione salariale protrattisi per il triennio di riferimento e l’attività è continuata fino ai 12 mesi antecedenti l’ammissione alla procedura concorsuale. Invece, in caso di trasformazione dell’assetto proprietario, la deroga è consentita solo in caso di programmi di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale. Secondo il decreto si ha «cambiamento effettivo del l’assetto proprietario» quando si verifica il passaggio ad altro soggetto della maggioranza o del controllo nel caso di società quotate in Borsa. Inoltre, si considera rilevante l’apporto di capitale maggiore del 25% del capitale sociale precedente la trasformazione e comunque non inferiore a un milione di euro, quando la durata del programma Cigs sia pari o inferiore a 12 mesi. Altrimenti l’apporto è considerato rilevante quando è almeno pari a due milioni di euro.

            MARIA ROSA GHEIDO