Al Senato le modifiche all’articolo 18

20/02/2003




Giovedí 20 Febbraio 2003
ITALIA-LAVORO


Al Senato le modifiche all’articolo 18

Il ministro Maroni assicura: nel giro di dieci giorni si troverà un accordo sugli orari


ROMA – Oggi comincia l’iter del provvedimento che contiene la modifica dell’articolo 18, il raddoppio dell’indennità di disoccupazione, la proroga delle mobilità per tamponare la crisi di alcune aziende, inclusa la Fiat (si veda Il Sole-24 Ore di martedì). Il Governo oggi presenta l’emendamento al Ddl, frutto dello stralcio dalla delega lavoro voluto da Cisl e Uil per arrivare a una mediazione sui licenziamenti. La proposta dell’Esecutivo traduce in norme l’accordo raggiunto con il Patto per l’Italia: modifica temporanea e sperimentale dell’articolo 18, rafforzamento dell’assegno di disoccupazione che viene aumentato nell’entità e nella durata. Il testo sarà presentato in commissione Lavoro del Senato dove inizia l’iter parlamentare di un provvedimento che incrocerà, nei prossimi mesi, la campagna referendaria promossa da Rifondazione (estensione dell’articolo 18 anche alle imprese con meno di 15 dipendenti). Intanto ieri, sempre alla commissione Lavoro del Senato, si è conclusa la tornata di audizioni delle parti sociali sul decreto legislativo che riguarda l’orario di lavoro. Dopo l’altolà dei sindacati ieri è arrivata la rassicurazione del ministro del Welfare, Roberto Maroni: «C’è la richiesta delle parti sociali di evitare che sull’orario di lavoro i contratti collettivi alla scadenza debbano essere rinegoziati. La direttiva prevede 40 ore come tetto massimo e nel testo che oggi è in discussione si dice: se i contratti stabiliscono meno, questo vale fino alla scadenza dei contratti, poi bisogna rinegoziare. Mi pare che la richiesta delle parti sociali sia ragionevole, può essere accolta. Nel giro di 10 giorni al massimo si troverà un accordo». Non è detto però che la strada sia tutta in discesa. «Non basta fare dei correttivi, occorre lo stralcio dell’articolo che mette in discussione l’autonomia contrattuale delle parti», dice Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl. Il Welfare sta già lavorando a una soluzione: il decreto che recepisce una direttiva Ue verrà corretto nel prossimo passaggio in Consiglio dei ministri precisando che non è in discussione l’orario normale di lavoro contrattato dalle categorie (sotto le 40 ore) ma tutta la parte accessoria. Ieri intanto è arrivato il giudizio positivo al decreto da Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) e dalla Legacoop, nonostante un riferimento critico all’articolo contestato dai sindacati.