Al lavoro fino ai 60

05/03/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
054, pag. 7 del 5/3/2003



Svimez: al Sud in pensione due anni dopo il Centronord.

Al lavoro fino ai 60

Il Mezzogiorno vince in longevità

Slittano terza età e pensioni di anzianità nel Mezzogiorno. Secondo uno studio pubblicato dalla Svimez, infatti, si va in pensione due anni più tardi rispetto al Centronord. Più nel dettaglio, a fronte di un’età media di pensionamento pari a 59,1 anni a livello nazionale, i cittadini dell’Italia centrosettentrionale si ritirano mediamente dal lavoro a 58,6 anni, mentre quelli meridionali devono aspettare fino a 60,5 anni.

Questi dati si spiegano sostanzialmente con la minore diffusione al Sud delle pensioni di anzianità: ´Gli studi effettuati sul territorio’, fanno sapere dalla Svimez, ´mostrano, in generale, come la transizione al pensionamento nel Mezzogiorno sia essenzialmente diretta a prestazioni di vecchiaia, mentre appare assai più frequente al Nord che al Sud l’accesso dei lavoratori alle pensioni di anzianità’.

Il fenomeno è confermato anche dai dati relativi al tasso di occupazione che nel Centronord passa da un valore di oltre 70 punti percentuali in corrispondenza dei 50 anni, a un livello inferiore al 10% a 65 anni (in cui ricade l’età ultima per pensionamento di vecchiaia nei vari fondi pensionistici). La caduta più intensa si osserva, tuttavia, nella fascia compresa fra i 57 e i 60 anni, evidenziando così, commenta la Svimez, ´una chiara tendenza al pensionamento anticipato’. La percentuale degli occupati sulla popolazione si eguaglia, inoltre, al rapporto tra pensionati e relativa popolazione in corrispondenza dei 57 anni, al livello del 35%. Quanto, invece, al Mezzogiorno, il tasso di occupazione, pari al 60% in prossimità dell’età di 50 anni, mostra una discesa che diviene più accentuata solo dopo i 57 anni, fino a raggiungere, come nel Centronord, il livello del 10% per i lavoratori sessantacinquenni.

La Svimez rileva poi che il tasso di occupazione degli ultracinquantenni del Centronord è superiore rispetto al Sud solo fino a 53 anni, dopodiché è nel Sud che l’incidenza degli occupati sulla popolazione risulta significativamente e costantemente più elevata, fino a 65 anni di età. In presenza di una diffusa mancanza dei requisiti minimi per andare in pensione da parte dei lavoratori meridionali, la Svimez nota una tendenza largamente prevalente a ritardare l’uscita verso il pensionamento rispetto ai colleghi del Centronord. Tanto che nel Mezzogiorno l’incidenza degli occupati sulla popolazione si eguaglia al rapporto tra ritirati e popolazione tra i 59 e i 60 anni, circa due anni e mezzo più tardi rispetto al Centronord.