Al gruppo Sarni i grill Fini

27/06/2007

    mercoledì 27 giugno 2007

      Pagina 9 – Economia

        La società foggiana è seconda solo ad Autogrill nella ristorazione autostradale

          Al gruppo Sarni i grill Fini
          Modena grida allo scippo

            I sindacati: «È un marchio storico, resti in Emilia»

              L’operazione da circa 100 milioni di euro
              è stata curata da Mediobanca

                Michelangelo Borrillo

                  Fino ad ora ha convissuto con i modenesi. Ma il blitz in Emilia- Romagna rischia di incrinare i rapporti. A suscitare le ire dei sindacati alimentari emiliani contro il gruppo foggiano Sarni è stata la firma di un pre-contratto (l’operazione, confezionata da Mediobanca, è stimata da fonti finanziarie in circa 100 milioni di euro) con la Finifast srl per la cessione alla società di Ascoli Satriano di una ventina di grill autostradali dello storico marchio modenese. Se per il gruppo foggiano che con quaranta punti ristoro sulle tratte autostradali e un fatturato di 100 milioni di euro è già secondo al solo colosso Autogrill – si tratta di un consolidamento dell’attività principale, per i sindacati modenesi si è trattato di una sorta di schiaffo. Che mette in discussione la proficua convivenza dei Sarni con l’imprenditoria modenese: attraverso il settore real estate, infatti, il gruppo gestisce i servizi di progettazione, realizzazione, gestione e commercializzazione di centri commerciali e uno dei principali clienti è proprio la Coop estense di Modena che ha disseminato in Puglia sette Ipercoop.

                  Ma questa volta è la Puglia che supera il Rubicone e le federazioni regionali dell’Emilia-Romagna dei lavoratori turismo, commercio e servizi non ci stanno: «La cessione – hanno spiegato da Bologna i rappresentanti sindacali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil – riguarda una ventina di grill autostradali per un totale di quasi duemila addetti distribuiti in tutta Italia. La direzione aziendale si è limitata a comunicare la sottoscrizione dell’accordo, senza entrare in ulteriori dettagli. Le nostre perplessità nascono dai tempi ristretti con i quali è stata data notizia alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori, ma soprattutto dall’assenza totale di un progetto industriale e commerciale concreto».

                  Cgil-Cisl-Uil emiliane di categoria hanno ricordato che Finifast srl rappresenta per Modena un’impresa di valore storico, oltre che economico; pertanto auspicano che ne sia conservata l’integrità aziendale, i livelli occupazionali e la presenza della direzione strategica a Modena. Inoltre, hanno spiegato, «chiediamo alla proprietà uscente che il passaggio avvenga non solo in considerazione di pur legittime aspettative di carattere economico, ma tenendo conto anche di un reale progetto di prospettiva per l’azienda. Il gruppo Sarni, infatti, ha purtroppo già mostrato scarsa attitudine a corrette relazioni sindacali, al punto che in passato si è distinto per la mancata applicazione del contratto nazionale di lavoro della ristorazione».