Al decollo non basta la convenienza

18/10/2002




          18 ottobre 2002

          NORME E TRIBUTI


          Al decollo non basta la convenienza

          Le opportunità offerte dodici mesi fa sono difficilmente replicabili dalle future sanatorie


          Con la Finanziaria 2003 si apre la stagione dei condoni, nessuno dei quali potrà però essere conveniente quanto la regolarizzazione dei lavoratori irregolari. Il 30 novembre 2002 scadrà il termine per presentare la dichiarazione di emersione automatica, mentre fino al 28 febbraio 2003 i datori potranno rivolgersi ai Cles (subentrati ai sindaci) e presentare il piano di emersione progressiva che consente, oltre alle ordinarie agevolazioni fiscali e contributive, anche di riallineare in tre anni le retribuzioni dei lavoratori emersi e di sanare le irregolarità in materia di urbanistica, ambiente, salute e sicurezza dei luoghi di lavoro. A distanza di un anno, la normativa sull’emersione non ha trovato il gradimento che meriterebbe. Che la disposizione, nella sua prima versione, fosse destinata a non ricevere il gradimento delle parti era facilmente ipotizzabile giacché furono subito evidenti i punti deboli che ne minavano le fondamenta. Tuttavia, le modifiche gradualmente apportate hanno ampiamente rimediato alle lacune iniziali, recependo peraltro integralmente le indicazioni delle parti sociali sfociate nell’avviso comune di fine luglio: si è introdotta la conciliazione dei rapporti tra datore e lavoratore; la previsione di non rilevanza dei regolarizzati ai fini del computo dei limiti numerici per (quasi) tutti gli istituti giuslavoristici; si è concessa la possibilità di rateizzare in 60 mesi, senza interessi, la sostitutiva Irpef (6%) dovuta dal lavoratore e la contribuzione sostituiva (7%) dovuta dal datore con riferimento alle retribuzioni emerse del 2002; si è aperto ai datori di lavoro agricoli e si è ricompreso anche i lavoratori irregolari stagionali; si è concesso un’esenzione Irap pari all’intera quota di reddito agevolato su cui si applica l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi. Ma non è bastato. E si è persa un’importante opportunità. La legge 383/2001 consente di regolarizzare, per gli anni passati, il lavoro nero o grigio mediante il versamento di un importo pari all’8% del costo del lavoro irregolare indicato nella dichiarazione di emersione. Se il versamento avviene in unica soluzione, questa somma si riduce del 25% e diviene quindi pari al 6 per cento. Con questo pagamento si ottiene una franchigia da accertamento (Irpeg o Irpef, Ilor, Irap, Iva e contributi) pari a tre volte il costo del lavoro emerso. A conti fatti, questo condono costa il 2,5% delle potenziali imposte e contributi evasi come emerge dalla tabella riprodotta qui a fianco: in definitiva, con una imposta sostitutiva di 6 si "condona" un’evasione fiscale e contribuiva di 235, con un costo pari al 2,5% (6/235) dell’evaso oltre, ovviamente, a ottenere la sanatoria fiscale, contributiva e amministrativa per le violazioni commesse con riferimento ai rapporti con i lavoratori emersi. Tutto ciò senza considerare le agevolazioni fiscali e contributive concesse per il triennio di emersione e della circostanza che, a partire dall’emersione, il costo del lavoro regolarizzato diviene deducibile.
          Lelio Cacciapaglia
          Enzo De Fusco