Aiuti al lavoro «divorati» dalle pensioni

15/04/2002





Ammortizzatori sociali – I contributi versati per la Cig e la disoccupazione superano la spesa necessaria a pagare le indennità
Aiuti al lavoro «divorati» dalle pensioni

Marco Peruzzi

Se non fosse per la previdenza, i soldi per la riforma degli ammortizzatori sociali sarebbero già pronti. I contributi prelevati a questo titolo dalle buste paga superano infatti la spesa sostenuta per erogare le varie indennità previste per il sostegno al reddito. Nel 2002, per esempio, l’avanzo sarà di 2,9 miliardi di euro. Una cifra che, però, non sarà accantonata per le indennità future o allargate, ma impiegata subito a sostegno del pagamento delle attuali pensioni. È una storia che si ripete di anno in anno. Eppure la percentuale sul monte pensioni è modesta, meno del 2 per cento. Non occorrono riforme «sanguinose» per liberare quei soldi e restituirli al loro obiettivo specifico. Sarebbe più che sufficiente il surplus di quest’anno (e qualcosa di quello del 2001), per realizzare in un colpo solo gli interventi che hanno in mente l’ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato, il quale ha indicato la cifra di 4,5 miliardi di euro, e il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, che si acconterebbe di soli 500 milioni. Già, perché alla vigilia dello sciopero generale sull’articolo 18 è iniziato il balletto delle cifre necessarie per la riforma degli ammortizzatori sociali, tema all’ordine del giorno nel confronto tra Governo e parti sociali già da dopodomani. Nel mirino alcuni istituti di sostegno al reddito – come la cassa integrazione ordinaria e straordinaria, la disoccupazione e la mobilità – che però, fatti i conti, nel 2002 si scoprono in attivo di ben 2,9 miliardi di euro. Lo dimostra il bilancio preventivo approvato dall’Inps, da cui emerge che quest’anno la disoccupazione ordinaria, la cassa integrazione per gli edili e le aziende lapidee, nonché i corrispondenti trattamenti dell’industria e dell’agricoltura frutteranno alle casse dell’Istituto – sotto forma di contribuzione – qualcosa come 4,9 miliardi di euro. Di contro, l’ente previdenziale erogherà corrispondenti prestazioni per due miliardi di euro. Per la mobilità, la disoccupazione straordinaria e la Cassa integrazione straordinaria, invece, il bilancio è in pareggio visto che – trattandosi di voci tipicamente assistenziali – vi provvede direttamente lo Stato. Il problema, però, è che quei soldi non rimangono a disposizione per il pagamento delle prestazioni – riformate o no – per cui sono stati versati. L’Inps, infatti, li dirotta nel calderone generale destinato a coprire la spesa necessaria per pagare ogni anno le pensioni agli ex lavoratori dipendenti. E così piange anche il piatto degli ammortizzatori sociali.

Lunedí 15 Aprile 2002