Aiuti ai più deboli, casa, trasporti: c’è il via libera

21/11/2007
    mercoledì 21 novembre 2007

      Pagina 7 – Economia

      La manovra

      Aiuti ai più deboli, casa, trasporti:
      c’è il via libera

        Palazzo Chigi spiega che la fiducia è «tecnica, non politica». Ma bisogna tornare al Senato

          di Bianca Di Giovanni/ Roma

          SÌ ALLA FIDUCIA Passa nella notte la fiducia al decreto fiscale collegato alla Finanziaria (333 Sì, 231 No), che prevede aiuti ai cittadini più poveri, un piano per l’emergenza casa e fondi per Anas e Fs. Oggi la Camera voterà gli ordini del giorno, domani ci sarà il varo dell’intero provvedimento. Si torna al Senato, dove ci si aspettano nuove defezioni. Quella per esempio dei fuoriusciti Rossi e Turigliatto per via del bonus per i poveri, tornato a 150 euro dai 300 voluti (ma non coperti) dai due in prima lettura.

          È assai probabile che il testo definitivo passerà con il contributo dei senatori a vita, mentre nella maggioranza già riparte il duello interno sul terreno del welfare, atteso in Aula alla Camera la prossima settimana. Quanto alla manovra, appena depositata alla Camera (inizia oggi la discussione in commissione Bilancio) già rullano i tamburi di guerra della Confindustria, che non digerisce class action, precari e tetto ai manager e dirigenti pubblici.

          Ma decisiva per la manovra è proprio l’approvazione del decreto fiscale. Si tratta infatti della redistribuzione del cosiddetto secondo «tesoretto»: una iniezione di spesa che alza il deficit di circa mezzo punto, paradossalmente consentendo nuova spesa per il 2008. Lo stanziamento per il bonus incapienti, ad esempio, pari a quasi 2 miliardi, si trasferisce sul 2008 e va a finanziare gli sconti Ici della manovra. Insomma, il collegamento tra decreto e finanziaria è strettissimo. Inoltre il provvedimento è in scadenza il 2 dicembre: ecco perché il governo è stato costretto ad accelerare i tempi e a chiedere la fiducia. Durante il dibattito di ieri sera a Montecitorio è arrivato anche il premier Romano Prodi. Il suo governo aveva appena ricevuto il «no» di Salvatore Cannavò, esponente di Rifondazione e leader di Sinistra critica. «Non voterò la fiducia al governo, al di là del merito del provvedimento in discussione – aveva dichiarato Cannavò – perché non ho nessuna fiducia in questo governo».

          Nel frattempo da Palazzo Chigi fanno sapere che la fiducia è di tipo tecnico, non politico. «Non c’erano alternative per convertire il testo in tempo utile – spiegano fonti vicine al governo – Il decreto dà molto, e fornisce strumenti importanti alle famiglie, alle imprese, e soprattutto ai lavoratori».

          Con il via libera di Montecitorio, il decreto da 8,4 miliardi che redistribuisce ai più poveri parte dell’extragettito del 2007 tornerà al Senato con poche modifiche perché nell’esame in commissione Bilancio sono stati «bocciati tecnicamente» (e rinviati all’Aula) tutti gli emendamenti presentati, salvo tre proposte del governo e una del relatore Lello Di Gioia (Rnp). La novità principale resta il ridimensionamento all’importo originario del bonus incapienti (150 euro). Il bonus, considerato una una tantum per quei contribuenti tanto poveri da non pagare le tasse (che in questo modo si vedono riconosciuti gli sconti fiscali assicurati a chi dichiara reddito), è destinato non solo al capofamiglia ma anche ai familiari a carico. In caso di una coppia, quindi, il beneficio sale a 300 euro, in presenza di un figlio a 450.

          Tra le altre modifiche ci sono la nuova copertura per i fondi ai talassemici danneggiati da trasfusioni infette, il ripristino al testo originario dello stanziamento per le vittime del terrorismo e del dovere, modifiche tecniche alle norme sul biodiesel e sull’uso dei fondi Ue da parte delle Regioni. È stato giudicato inammissibile già in commissione, invece, un emendamento della sinistra radicale per lo scioglimento della Stretto di Messina Spa (tema su cui c’è stata una spaccatura nella maggioranza in Senato), ma i Verdi hanno intenzione di ripresentarlo in Finanziaria.

          Tra le norme più importanti anche gli stanziamenti per le Ferrovie (oltre un miliardo) e per l’Anas (circa 215 milioni). Per la Salerno-Reggio Calabria arrivano 80 milioni.