Aiuti ai consumi e nuovo fisco per le imprese

18/09/2002


            (Del 18/9/2002 Sezione: Economia Pag. 6)
            INTERVENTI DA 20 MILIARDI DI EURO: IL GOVERNO ANTICIPA L´ABOLIZIONE DI «DIT» E «SUPERDIT»
            Aiuti ai consumi e nuovo fisco per le imprese
            Rottamazione di frigo e pc allo studio del governo. Varo atteso per il 26

            ROMA
            Accanto alla riforma fiscale che partirà dal primo gennaio 2003, con gli sgravi concentrati sui i redditi più bassi, il governo sta pensando di ampliare la platea dei pensionati al minimo cui destinare l´aumento a 516 euro, che potrebbe essere ritoccato per l´inflazione, e ad inserire nella Legge Finanziaria nuovi incentivi per rilanciare i consumi delle famiglie e stimolare la crescita. Il ministero dell´Economia sta valutando i possibili strumenti e i campi di applicazione, anche se il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, sembra scettico sull´ipotesi di una rottamazione per gli elettrodomestici di largo consumo, circolata ieri con insistenza. L´impianto complessivo della manovra di bilancio per l´anno prossimo, che dovrebbe essere varata dal Consiglio dei ministri tra il 26 e il 27 di questo mese e che il ministro Giulio Tremonti proporrà al Parlamento con una forte blindatura per impedire stravolgimenti, resta comunque confermato. L´obiettivo, sul quale tuttora il Tesoro appare impegnato è quello di ricondurre il deficit pubblico nel 2003 allo 0,8%, a meno che le nuove stime di crescita che saranno contenute nella Relazione previsionale e programmatica non rendano più difficile il raggiungimento di questo traguardo. Per arrivarci sono previsti tagli alla spesa corrente e spostamenti delle somme destinate agli investimenti in conto capitale nella nuova Infrastrutture Spa, oltre a nuove entrate grazie al concordato fiscale e alle cartolarizzazioni immobiliari, per un importo complessivo di circa 20-22 miliardi di euro. Parte di questi risparmi, per circa 7,5 miliardi di euro, servirà però a finanziare il primo modulo della riforma fiscale, che oltre alle famiglie interesserà le imprese con un taglio dell´aliquota Irpeg dal 36 al 34% e una riduzione dell´Irap, per la componente relativa al costo del lavoro, per un importo di 500 milioni di euro. In compenso le imprese non potranno più usufruire dei meccanismi fiscali della Dit e della Super-Dit per il reinvestimento degli utili ideati dall´ex ministro del Tesoro, Vincenzo Visco, che già oggi sono disponibili solo in alternativa alla Tremonti-bis, che sarà invece confermata. L´abolizione della Dit dovrebbe essere effettiva dal prossimo anno, così come una revisione delle norme previste dalla Finanziaria 2002 sulla rivalutazione dei beni di impresa, ed in particolare il regime degli ammortamenti. «Sulla Dit c´è una discussione in corso» ha detto ieri Daniele Molgora, sottosegretario all´Economia, che ha peraltro smentito l´ipotesi di un decreto da varare a breve, anche nell´intento di fare cassa sull´acconto dovuto dalle imprese a novembre e migliorare l´andamento dei conti pubblici del 2002. Per quanto riguarda l´Irpef, come noto, è prevista l´introduzione della nuova aliquota del 23% per i redditi fino a 30 mila euro circa, con un innalzamento dell´area di completa esenzione fiscale a circa 10 mila euro. Le detrazioni saranno trasformate in deduzioni, articolate più in funzione del numero dei componenti familiari che del reddito, per garantire la progressività dell´imposizione. Come stabilito dal Patto per l´Italia firmato a metà luglio tra il governo e le parti sociali, ci saranno deduzioni specifiche per i lavoratori dipendenti e per i pensionati, proporzionati al reddito complessivo. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha intanto annunciato un possibile ampliamento dei pensionati a cui destinare un aumento della pensione minima a 516 euro (un milione di vecchie lire), e confermato l´introduzione nella Finanziaria di una norma per l´abolizione progressiva del divieto di cumulo tra pensione e lavoro. Misura che potrebbe riguardare anche i dipendenti pubblici, ma che non sarà accompagnata in Finanziaria dagli incentivi fiscali e contributivi per la permanenza al lavoro oltre l´età pensionabile, destinati a rimanere nella delega all´esame del Parlamento. Resta il capitolo dei tagli. Parte della spesa per investimenti oggi ricompresa nel bilancio pubblico sarà dirottata alla nuova Infrastrutture Spa, con un effetto contabile positivo consistente. Allo studio ci sono poi nuovi tagli alla spesa per l´acquisto di beni e servizi, un nuovo giro di vite sui ministeri, il blocco del turn-over nella pubblica amministrazione, l´abolizione delle detrazioni fiscali relative alle ristrutturazioni immobiliari. Non si esclude, infine, la possibilità che il governo riproponga in Finanziaria un drastico abbattimento della copertura brevettuale dei farmaci, che in Italia è molto più elevata rispetto a tutti gli altri paesi europei, con un impatto non indifferente sulla spesa sanitaria delegata delle regioni.

            mar. sen.