Ai pensionati i vantaggi solo da marzo

28/01/2005

    venerdì 28 gennaio 2005

      L’INPS HA DECISO IL RINVIO

        Ai pensionati i vantaggi solo da marzo

          ROMA
          Oltre 16 milioni di pensionati dovranno attendere la fine di marzo per vedere con i propri occhi se la «rivoluzione fiscale» del governo Berlusconi determinerà un aumento o meno del loro assegno mensile, mentre già da ieri gran parte dei lavoratori pubblici e privati in attività ha già potuto verificare, e con non poche delusioni, l’effettiva consistenza degli sgravi previsti.

            Fino a qualche giorno fa si sperava che Inps e Inpdap avrebbero potuto rispettare la scadenza di fine gennaio, ma poi all’improvviso il termine è slittato a fine marzo, «non a caso – sottolinea Betty Leone, segretario generale della Federazione pensionati della Cgil – a pochi giorni dalla prevedibile data per le elezioni regionali». Comunque, precisa il segretario generale della Uil-pensionati Silvano Miniati, gli esperti previdenziali hanno già delineato «un quadro generale dei benefici per i pensionati piuttosto sconfortante, per la maggior parte addirittura nullo».

              Soltanto 2 milioni e mezzo di pensionati riceveranno un qualche miglioramento dal «taglio delle tasse» e molto spesso si tratterà di risparmi «assai esigui – rilevano i sindacati – da far fatica a notarli nei trattamenti che a marzo verranno erogati». In particolare:

                - nessuna riduzione fiscale per i pensionati «single» con reddito fino 18 mila euro;
                - riduzione fiscale annua di 14 euro per i pensionati «single» con un reddito annuo di 19 mila euro (la riduzione giornaliera è di circa 4 centesimi);
                - riduzione fiscale annua di 79 euro per un pensionato con reddito annuo di 15 mila euro e il coniuge a carico (la riduzione giornaliera è di circa 22 centesimi);
                - riduzione fiscale annua di 180 euro per un pensionato con reddito annuo di 15 mila euro e il coniuge e un figlio a carico (la riduzione giornaliera è di 50 centesimi):
                - riduzione fiscale notevole per chi percepisce assegni alti: un «single» con reddito annuo di 100 mila euro avrà una riduzione fiscale di 2.322 euro.

                  «Se si sottraesse – insiste Betty Leone – il fiscal drag, da tre anni non corrisposto dal governo di centrodestra, le pensioni più basse rimarrebbero in credito. E si pensi che il 50 per cento del totale dei trattamenti previdenziali arriva a 516 euro». Senza contare, aggiunge, che gli sgravi fiscali aumentano ulteriormente la disparità tra Nord e Sud: i benefici vanno per il 60% all’Italia settentrionale e solo per il 17% al Mezzogiorno.

                    Né è stata eliminata la discriminazione «no tax area» a parità di reddito tra pensionati e lavoratori dipendenti: i pensionati continueranno a pagare in più mediamente 111 euro all’anno per un reddito annuo compreso tra 7.850 e 25 mila euro.