«Ai fondi pensione 12 miliardi»

09/10/2003



      Giovedí 09 Ottobre 2003

      FINANZA E MERCATI


      «Ai fondi pensione 12 miliardi»

      Risparmio – Cammarano (Assogestioni): «Silenzio-assenso sul Tfr per lanciare la previdenza integrativa»


      ROMA – Assogestioni promuove le misure della Finanziaria 2004 in materia di agevolazioni per incentivare la quotazione delle pmi e l’ingresso dei fondi nel loro capitale. Tuttavia, secondo Guido Cammarano, presidente dell’associazione che ieri ha tenuto un’audizione presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato, sono necessari «adeguamenti tecnici». In particolare sulla disposizione che introduce una riduzione dell’aliquota di imposta (dall’11 al 5%) per i fondi comuni che investono più dei 2/3 del loro patrimonio in società quotate con capitalizzazione inferiore a 800 milioni di euro, dunque piccole e medie imprese. La norma infatti rischia di non avere effetto per i fondi pensione che facciano questo tipo di investimento attraverso i loro fondi "dedicati". E ancora: riferendosi alla delega previdenziale ora all’esame del Senato, Cammarano ha ribadito la necessità che l’adesione dei lavoratori al trasferimento del Tfr nei fondi pensione «assuma la forma del silenzio-assenso così da consentire la non adesione solo ai lavoratori che esprimeranno una scelta esplicita in questo senso». Promossa anche la nuova normativa fiscale relativa ai fondi immobiliari, che equipara il trattamento fiscale tra i soggetti non residenti che investono nei fondi immobiliari e quelli che investono nei fondi mobiliari.
      L’investimento dei fondi pensione nelle società a piccola e media capitalizzazione. Secondo quanto illustrato ieri da Cammarano, la norma com’è attualmente formulata se consente ai fondi pensione di beneficiare dell’aliquota ridotta sui proventi dei fondi comuni "dedicati" esteri altrettanto non permette sui proventi dei fondi "dedicati" di diritto italiano. Dunque, suggerisce, o si escludono parzialmente i proventi del fondo di diritto italiano dal risultato di gestione dei fondi pensione, mantenendo il credito d’imposta del 6% su tali proventi, oppure si escludendo del tutto quei proventi dal risultato del fondo pensione. Assogestioni chiede inoltre per i fondi "dedicati" di diritto italiano l’introduzione di un meccanismo che consenta l’utilizzo dei risultati negativi di gestione a compensazione dei risultati positivi maturati negli anni successivi. Questo perché i fondi comuni che decidano di modificare il loro statuto per diventare "dedicati" – e che abbiano un rilevante ammontare di risultati negativi di gestione – oggi rischiano di perdere la possibilità di avvalersi del regime d’imposta sostitutiva del 5 per cento.
      La previdenza complementare. L’introduzione del silenzio-assenso sul trasferimento del Tfr secondo Assogestioni dovrebbe portare «l’adesione a livelli superiori al regime volontario attuale e assai prossimi a quello obbligatorio delle esperienze internazionali, ossia intorno al 70-80%». Cammarano ha fatto notare inoltre che a suo avviso l’adesione dovrebbe «comportare il versamento alla previdenza complementare dell’intero flusso del Tfr maturando; in tal modo i fondi pensione dovrebbero ottenere un afflusso aggiuntivo annuale di circa 12 miliardi al netto degli oneri versati per i nuovi aderenti dai datori di lavoro e/o dagli stessi aderenti, pari a circa altri 6 miliardi». Di incentivi fiscali ai fondi che investono nelle pmi quotate e di agevolazioni alla quotazione in Borsa, ma anche di previdenza complementare si parlerà il prossimo 23 ottobre in occasione del "Forum sul risparmio gestito" organizzato da Assogestioni a Milano.

      L.SER.