Ai bamboccioni 500 euro». Alt dal governo

25/01/2010

Cinquecento euro al mese per aiutare i «bamboccioni» italiani ad uscire di casa e ad emanciparsi da mamma e papà: il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha lanciato la sua proposta ieri a «Domenica in». Come trovare i soldi necessari? «Si deve agire sulle pensioni di anzianità – ha spiegato il ministro – quelle che partono dai 55 anni di età. Insomma: dare meno ai genitori e più ai figli. È d’accordo anche Tremonti…».
Non ha fatto in tempo a dirlo che è scoppiata la bufera. Insorta l’opposizione, insorti i sindacati. Perfino il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, ha reagito cautamente: «Mi auguro che si possa lavorare con i colleghi di governo sul piano della concretezza per evitare di illudere una generazione che ha pagato sulla propria pelle le scelte sbagliate del passato…».
La reazione più secca però è arrivata proprio da Palazzo Chigi. Una nota di poche righe, trasmessa in serata, con il tono di uno stop eloquente: «Quella del ministro Brunetta è un’idea del tutto personale, una posizione mai concordata all’interno del Governo». Così lo stesso Brunetta poi si è visto costretto a frenare bruscamente: «Sconcerta e diverte che una frase pronunciata in tv venga rilanciata come se sia un disegno di legge o un’ iniziativa del Governo. Si tratta invece di un’idea del ministro Brunetta, che verrà approfondita nei tempi e nei modi possibili. Per favore, quindi, nessuna tempesta in un bicchiere d’acqua di laguna», la chiusa ironica dell’aspirante sindaco di Venezia.
Ma ormai la tempesta s’era scatenata: «Il governo fa correre il Paese dietro a palle perse e a proposte che si accendono e si spengono in 48 ore, come quella del ministro Brunetta – il duro commento del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani – Una situazione intollerabile di fronte ai problemi reali della gente». E Giuseppe Fioroni, presidente del Forum Welfare Pd: «È ora di farla finita di chiamarli bamboccioni perché qui i bambocci sono quanti parlano senza fare i fatti». Polemico anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro: «È il governo della vendita del fumo. Oggi arriva la promessa di 500 euro per i giovani: da finanziare però con le pensioni, invece che con i soldi degli evasori».
E ancora: «La proposta dei ministri Brunetta e Tremonti di dare soldi ai giovani togliendoli ai pensionati è delinquenziale – l’accusa di Paolo Ferrero, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra – punta semplicemente, e consapevolmente, a scatenare una guerra tra i poveri dentro un folle conflitto tra generazioni. Le risorse per dare un vero salario sociale e non una elemosina ai giovani ci sono: basta prenderle dai ricchi. Si tassino i grandi patrimoni, le rendite e i redditi più alti». Insomma: un putiferio, appena sette giorni dopo quell’altra proposta, sempre del ministro della Pubblica amministrazione, di far uscire di casa «per legge» i diciottenni (anche lì polemiche a non finire e veloce sterzata in corsa di Brunetta: «Solo una lucida provocazione…»).
Stavolta, però, sono scesi in campo anche i sindacati: «Il ministro Brunetta, sempre in cerca di visibilità, ha esternato un’altra delle sue boutade – ha detto Carla Cantone, segretario generale dei pensionati della Cgil – ma non serve a nessuno in questo Paese alimentare contrapposizioni di tipo generazionale». Severa anche la posizione del segretario confederale della Uil, Domenico Proietti: «Una proposta che toglie ai poveri per dare ai poveri». Si attendono sviluppi: il ministro Brunetta, stamattina alle 8.40, andrà in onda su Canale 5. Che dirà?