Ahold, il supermarket globale

29/04/2002





Distribuzione – Wal Mart ha il fatturato maggiore, la società olandese è la più internazionaleAhold, il supermarket globale

Vincenzo Chierchia

La globalizzazione nella distribuzione moderna avanza spedita. Secondo l’ultima classifica elaborata dalla società internazionale di ricerca M+M Planet retail, nella posizione di gruppo distributivo con il fatturato più alto nel mondo si riconferma il gigante americano Wal-Mart con un giro d’affari di oltre 243 miliardi di euro. Wal-Mart, però, al momento non è il leader della globalizzazione. La top ten dei gruppi più internazionalizzati vede infatti in testa il colosso olandese Ahold, che ha un giro d’affari intorno ai 66,5 miliardi di euro e che può vantare al tempo stesso una quota dell’86,5% delle vendite oltrefrontiera sul fatturato globale, e soprattutto una presenza in ben 27 Paesi. Ahold è leader mondiale per la quota di vendite estere sul fatturato (provenendo dall’Olanda la via della internazionalizzazione è stata praticamente obbligata, viste le limitate dimensioni del mercato interno), ma la pole position per il numero di aree di attività all’estero spetta al colosso francese Carrefour, che opera appunto in 30 Paesi – come sottolinea l’indagine M+M Planet retail – a fronte dei 27 di Ahold. E per il Ceo di Ahold, Cees van der Hoeven, nei prossimi anni non ci saranno più di cinque grandi gruppi globali, operanti in più di 20 Paesi. Di sicuro, comunque, c’è il fatto che il volano della globalizzazione sarà sospinto anche da Wal-Mart. Dopo lo sbarco in Europa alla fine degli anni 90 (Germania e Gran Bretagna), il gigante di Bentonville (Arkansas) ha recentemente messo piede in Giappone con l’accordo che ha portato il gruppo nipponico Seyiu nella sua orbita. Ma la cosa più importante è il fatto che oggi il fatturato estero conta solo il 18% sul totale delle vendite di Wal-Mart (10 i Paesi di attività). E i vertici hanno ufficialmente annunciato che nell’arco di cinque anni la quota di fatturato estero sarà portata al 33% almeno. Il che vuol dire – in base alle stime M+M Planet retail, un volume d’affari aggiuntivo di circa 40 miliardi di euro, pari praticamente a un gruppo del calibro di Tesco (Gran Bretagna) o Rewe (Germania). L’indagine conferma poi la scarsa consistenza internazionale dei gruppi italiani della distribuzione moderna, nessuno è infatti presente tra le prime trenta realtà al mondo. Un elemento chiave per lo scenario è dato dall’evoluzione del gruppo Kmart che recentemente è entrato in amministrazione controllata per crisi di liquidità. Si tratta del gruppo in settima posizione per volume di affari nei prodotti di largo consumo: circa 38,6 miliardi di euro, concentrati in Usa, e circa 2.200 punti vendita. Kmart potrebbe essere un target per possibili scalate al mercato Usa. L’indagine di M+M Planet retail sottolinea infine che l’Europa dell’Est resta di sicuro interesse per i gruppi europei. La tedesca Metro è oggi leader (nella vendita di prodotti grocery) in Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, ed è al secondo posto in Slovacchia. Anche la catena britannica Tesco ha investito in maniera significativa nell’Est Europa, ed è al secondo posto, con 50 strutture, nel business degli ipermercati dopo Ahold (52). Tesco ha poi effettuato lo sbarco in Asia investendo in Thailandia (dove si confronta ad armi pari con la francese casino) e in Korea, grazie a una joint venture con Samsung.

Lunedí 29 Aprile 2002