Agli statali aumento da 101 euro al mese

10/04/2007
    sabato 7 aprile 2007

    Pagina 2 – Primo Piano

    CONTRATTI
    È POLEMICA POLITICA

      Agli statali aumento
      da 101 euro al mese

        ROMA
        Centouno euro lordi al mese, in media, per gli statali, retroattivi dal primo gennaio: l’intesa tra governo e sindacati c’è. Formalmente lo sciopero del 16 aprile resta ma sarà revocato non appena saranno pronte le carte, pare mercoledì. In cambio, Cgil Cisl e Uil accettano di collaborare a una «profonda riorganizzazione» del pubblico impiego, che prevede di tra l’altro di misurare la qualità dei servizi offerti al pubblico e di pagare meglio chi contribuisce a migliorarli; ma le altre sigle sindacali (Ugl, Cisal, Confsal, Usae, Rdb) si tengono le mani libere.

        Il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa assicura che per quest’anno non ci sono effetti negativi sulla finanza pubblica. Un maggiore stanziamento occorrerà invece nella legge finanziaria 2008, 1,8 miliardi di euro da aggiungere alle somme già previste, per un totale di 3,7 miliardi.

        L’opposizione sostiene che il «tesoretto» ovvero surplus di entrate fiscali è già sfumato, per lo scopo elettorale di acquisire consenso tra i pubblici dipendenti, chiede chi pagherà aumenti reputati troppo alti e dubita che gli impegni per maggiore produttività saranno rispettati. Controcorrente, Francesco Storace di Alleanza nazionale invita il suo schieramento a «urlare quando i soldi li tolgono, non quando e se li danno». Per il governo, è il sottosegretario all’Economia Paolo Cento a ribattere che «non è stato usato alcun tesoretto».

        Che nella legge finanziaria 2007 i fondi ci fossero (1,2 miliardi di euro circa) lo avevano detto anche i sindacati, in autunno, dopo aver fatto pressione su governo e Parlamento perché un apposito emendamento fosse approvato. Le cifre attorno a cui si discute sono rimaste grosso modo le stesse dall’autunno, quando un’altra minaccia di sciopero da parte dei sindacati portò a una intesa il 4 novembre. La parte normativa, sulla riorganizzazione, rispecchia invece il «memorandum» sottoscritto da governo e sindacati il 18 gennaio.

        Funzionerà? Per ora Padoa-Schioppa è quasi sotto assedio nel suo ministero, di cui vorrebbe chiudere le direzioni provinciali, spostando gli impiegati nei capoluoghi di regione. L’accordo sulla riorganizzazione prevede incentivi per agevolare la mobilità sia da città a città sia da branca a branca dell’amministrazione, ma anche per l’uscita nel caso di «accertato esubero di eprsonale non ricollocabile». Il numero complessivo dei dirigenti dovrebbe diminuire, e non si procederà più a promozioni automatiche, per anzianità. Con gli impiegati sarà possibile usare fondi per migliorare i servizi (l’allungamento degli orari di apertura degli sportelli, riduzione dei tempi di attesa) ma anche dare trattamenti differenziati sulla base del raggiungimento dei risultati. Con successive intese si limiterà il ricorso anuovi precari.

        Per il 2008, riferiscono dirigenti sindacali, in tutto gli stanziamenti ammonteranno a 3.711 milioni: per il settore statale propriamente detto 1 miliardo e 386 milioni, più 658 milioni per i non contrattualizzati (polizia e magistrati); per il settore pubblico non statale stanziamento è di 1.667 milioni. Andranno a circa 3,3 milioni di lavoratori, di cui il 55% sono donne. Nell’incontro si è raggiunto anche un accordo sulla scuola, per stabilizzare dall’anno prossimo 60.000 precari tra docenti (50.000) e non docenti. I precari che saranno messi in ruolo, secondo il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, «sono docenti vincitori di concorso che insegnano nelle nostre classi da molti anni». Per i docenti, infine, si prevede un aumento in busta paga intorno ai 130 euro al mese.

        [S.L.]