Agli operai anche la vigilanza sulle imprese Piano del governo sugli utili aziendali, il Pd rilancia. Epifani freddo: le fabbriche chiudono

31/08/2009

Da salariati a controllori: è il rilancio del Pd sul tema della partecipazione dei lavoratori alle scelte delle aziende. Ad avanzare una proposta, che si pone a metà strada tra
quella del governo (la partecipazione agli utili) e la cogestione realizzata in alcuni paesi del nord Europa, è stato ieri Cesare Damiano, ex ministro
del Lavoro nel governo Prodi. «La nostra proposta per le grandi imprese – ha spiegato l’esponente del Pd – è di applicare un modello di partecipazione, già adottato in paesi come la Germania, che consenta di avere la loro presenza nei comitati di sorveglianza».
Quella di Damiano, d’altra parte, è una delle ipotesi di partecipazione previste anche nella bozza del disegno di legge all’esame del Senato che è frutto dell’unificazione di due progetti (uno del Pdl, firmato da Maurizio Castro, e uno del Pd, firmato da Tiziano Treu). L’articolo 3 del testo elaborato da Pietro Ichino (Pd) prevede che, nel caso di sia optato per il cosiddetto “modello duale” per la governance aziendale, si possano costituire i consigli di sorveglianza (nelle società con almeno 300 dipendenti) all’interno dei quali devono esserci i rappresentanti dei lavoratori. L’idea di Damiano guarda al dopo crisi, quando si dovranno ridefinire le caratteristiche del capitalismo, chiudendo il capitolo di «trent’anni di liberismo».
«C’è l’esigenza – ha detto – di dotare il nostro paese di nuovi strumenti di democrazia economica che consentano scelte di politica industriale e di conseguenza delle loro ricadute
occupazionali». L’approccio di Damiano non diverge molto da quello del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, il quale però in un’intervista all’Unitàha osservato che «parlare della partecipazione agli utili aziendali quando le aziende chiudono, non torna».
Dunque la priorità è la crisi industriale e occupazionale. Da qui la proposta della Cgil: creare una task force per affrontare tutte le vertenze aperte perché «i problemi non si risolvono con la filosofia né con i rinvii ». Questo non vuol dire che Epifani abbia pregiudizi sulla partecipazione:
«La Cgil si è dichiarata da tempo disponibile, tanto più che il liberismo selvaggio ha fallito e non si può tornare ai vecchi schemi di governo». L’obiettivo del governo è quello di
arrivare all’approvazione della legge sulla partecipazione entro la fine dell’anno, favorendo la distribuzione degli utili con la tassazione secca al 10 per cento. L’attenzione quindi
sarà tutta concentrata su quello che avverrà al Senato alla riapertura. Poi l’esame si sposterà alla Camera, dove ha assicurato il vicepresidente della Commissione Lavoro, Giuliano
Cazzola (Pdl) c’è un forte interesse a bruciare i tempi. «Fino a oggi – ha
detto – i maggiori problemi a disciplinare la partecipazione dei lavoratori li ha avuti la sinistra. Speriamo che li abbi superati, nonostante le riserve della Cgil. Da parte della maggioranza non verranno problemi».