Agenti di commercio, il contratto creerà 30mila nuovi posti di lavoro

22/04/2002





Agenti di commercio, il contratto creerà 30mila nuovi posti di lavoro

Gianpiero Scarpati
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – «Aspettavamo l’accordo da 14 anni e ora che l’abbiamo ottenuto, dopo una trattativa di due anni, gli agenti di commercio avranno una base solida per affrontare la sfida di un nuovo mercato». Il presidente della Fnaarc (Federazione nazionale associazioni agenti e rappresentanti di commercio), Adalberto Corsi, ha espresso così la soddisfazione degli operatori del commercio che si sono riuniti ieri a Roma per fare il punto sui nuovi contratti di lavoro siglati lo scorso marzo dalle associazioni di categoria con quelle delle case mandanti, commerciali e industriali (Confcommercio, Confindustria, Confapi e Confcooperative). Per i rappresentanti della categoria, quindi, il rinnovo dell’accordo collettivo con la Confcommercio (scadrà il 31 marzo 2005) darà finalmente certezze ai 250mila agenti di commercio che non si sentivano più tutelati dal vecchio contratto risalente al 1988. Secondo un’indagine del Centro studi della Fnaarc nel 2001 il numero di giovani che ha intrapreso questa professione è aumentato del 4,8% rispetto al 2000 (soprattutto nei settori dell’abbigliamento e dei servizi), e nei prossimi tre anni l’applicazione su vasta scala delle nuove norme potrebbe portare alla creazione di 30mila nuovi posti di lavoro, con un beneficio per le casse dello Stato stimabile intorno ai 21 milioni di euro. Gli agenti di commercio, quindi, sono soddisfatti di aver raggiunto molti degli obiettivi prefissati: l’indennità per il patto di non concorrenza postcontrattuale che adesso è stata monetizzata con un valore pari alla media delle provvigioni dei cinque anni precedenti; il riconoscimento di un’indennità meritocratica da calcolare in misura percentuale sull’incremento del fatturato che l’agente ha fatto realizzare al mandatario; il pagamento delle provvigioni che d’ora in avanti saranno corrisposte all’agente al momento della consegna della merce o della prestazione del servizio o nella data fissata tra cliente e casa mandante e non più al momento del buon fine dell’ordine. «Resta tuttavia un rammarico – ha sottolineato il presidente di Confcommercio, Sergio Billè – che è quello di non aver potuto concludere la pur lunga trattativa con un accordo trasversale valido per tutti i settori. Ciò nonostante si è trattato di un’esperienza qualificante che mi auguro possa tornare a ripetersi affinché il dialogo che si è sviluppato nel corso di questi ultimi anni possa riprendere». Secondo le stime della Fnaarc la regolamentazione del patto di non concorrenza ha un valore che si aggira sui 52 milioni di euro che saranno corrisposti a 125mila agenti. Corsi indica poi i prossimi obiettivi della categoria nella nuova legge professionale che dovrà "ritoccare" quella del 1985 messa in discussione dall’Ue, e soprattutto il problema fiscale: «Abbiamo un peso fiscale insostenibile, che ci toglie il 60% del nostro reddito. Per questo chiediamo anche un’armonizzazione della tassazione nell’ambito europeo visto che siamo molto svantaggiati rispetto ai colleghi di altri Paesi».

Sabato 20 Aprile 2002