Agenti commercio: si punta all’unità

20/05/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Professioni
Numero 120, pag. 42 del 20/5/2004
Autore:
 
Agenti commercio
Si punta all’unità
 
Caporale (Federagenti): occorre confrontarsi.
 
Gli agenti di commercio guardano al futuro e puntano sull’unità della categoria. Dai convegni e dalle riunioni tenute in tutta Italia dalla Federagenti Cisal con gli agenti di commercio, emerge con forza un invito rivolto a tutte le associazioni di categoria a ricercare le ragioni dello stare insieme, piuttosto che quelle che le dividono.

´La Federagenti’, afferma il presidente Antonio Caporale, ´che insieme alla Fiarc, alla Filcams Cgil, alla Fisascat Cisl, alla Fnaarc, all’Ugl, alla Uil Tucs e all’Usarci, è stata riconosciuta quale organizzazione maggiormente rappresentativa dal ministero del lavoro e delle politiche sociali, è disponibile a raccogliere l’invito, perché è convinta che, solo così, la categoria possa vedere realizzate molte delle sue aspettative’.

´Gli agenti di commercio in attività, secondo la Fondazione Enasarco, sono oltre 300 mila che, uniti a quelli che operano senza essere iscritti a ruolo presso le camere di commercio o come agenti immobiliari o ad altro titolo, si avvicinano’, continua Caporale, ´ai 400 mila. Un numero rilevante, che merita certamente una maggiore attenzione da parte della classe politica e dal governo’.

Per il presidente della Federagenti è ora di ottenere certezze sulle modalità di approccio alla professione, secondo regole precise, al passo con i tempi e con l’Europa. Occorre, inoltre, uniformare e rivisitare la normativa contrattuale e assumere decisioni, fondate su analisi e proiezioni da parte di professionisti esperti di bilancio, sul futuro della Fondazione Enasarco. L’ente che eroga agli agenti di commercio una pensione integrativa rispetto a quella dell’Inps e che, nel rispetto delle richieste della categoria, deve essere governata da amministratori rappresentativi, perché scelti attraverso elezioni dirette.

Tra le priorità resta infine, l’allentamento della pressione fiscale e l’abolizione dell’Irap, quest’ultima già posta in discussione dall’orientamento espresso dalla Corte costituzionale e da svariate sentenze delle Commissioni tributarie.

´Siamo fiduciosi’, conclude Caporale, ´che il momento estremamente difficile, che attraversa il paese e tocca molto da vicino gli interessi degli agenti di commercio, farà giustizia delle logiche perverse che fino ad oggi hanno spesso condizionato ed impedito un confronto serio e costruttivo sul nostro futuro’. (riproduzione riservata)