Agente di viaggio più tutelato

11/03/2004

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
060, pag. 15 del 11/3/2004
di Andrea G. Lovelock


Mario Bevacqua (Fiavet) chiede anche un congresso unico tra le associazioni.

Agente di viaggio più tutelato

Con una legge che dia dignità alla professione

Da un personaggio ben noto negli ambienti turistici come Mario Bevacqua, attualmente consigliere nazionale d’onore della Fiavet, è partita la proposta di organizzare in tempi rapidi un congresso unico condiviso da tutte le sigle rappresentative del turismo organizzato per dibattere l’ipotesi di un progetto di legge che dia dignità professionale alla categoria degli agenti e operatori turistici.

´Proprio leggendo l’art. 7 della legge-quadro’, spiega Bevacqua, ´mi sono convinto che se c’è la menzione dell’impresa di viaggi e turismo, non c’è la sua identificazione, il suo ruolo professionale. Da qui la necessità di avere una collocazione che dia legittimità contrattuale in ogni ambito, incluso quello istituzionale.

Non chiedo’, chiarisce Bevacqua, ´la nascita di un ordine professionale o di riscrivere daccapo i contesti normativi entro i quali deve operare un’agenzia di viaggi, ma di delineare una precisa collocazione professionale, che possa generare forza contrattuale al nostro ruolo centrale nel turismo organizzato. Parto dalla semplice constatazione che la rete di distribuzione rappresenta un valore e come soggetti principali di questa valenza dobbiamo ottenere un riconoscimento giuridico che venga rispettato da tutti i nostri interlocutori. E per far questo’, sottolinea Bevacqua, ´il modo migliore è l’organizzazione di un unico grande congresso nazionale nel quale confluiscano tutte le sigle rappresentative della categoria, al fine di dibattere tempi, modalità e ovviamente contenuti di questa proposta di legge’.

Le speranze di una positiva risposta a queste legittime aspettative del settore sono sinora state puntualmente disattese.

´Una supponente indifferenza, se non addirittura un rifiuto da molte parti. Anche dalla stessa Fiavet, perché il congresso viene vissuto come momento anche di finanziamento della federazione stessa’.

A onor di cronaca c’è da aggiungere che Bevacqua aveva già lanciato una provocazione a fine 2003 e riguardava l’invito rivolto a tutte le sigle a creare un tavolo tecnico unico, che riuscisse a generare un messaggio omogeneo forte all’esterno, a difesa e tutela degli interessi delle imprese di viaggio rispetto a tutti gli interlocutori e partner operativi.

´Era allora una provocazione’, ricorda ora Bevacqua, ´e, alla luce di quanto successo a gennaio e febbraio, è stata una sorta di premonizione: se avessimo fatto quel tavolo tecnico non avremmo avuto i tanti problemi legati alle due trattative vitali per la nostra esistenza, ovvero quelle con Trenitalia e Alitalia’.

La prossima mossa, secondo Bevacqua, ´è l’organizzazione di un congresso unico, sia perché daremmo un messaggio forte agli associati circa la volontà di tracciare insieme una strada percorribile per il futuro, sia verso gli interlocutori e partner operativi che rimarrebbero spiazzati da tale compattezza. C’è poi un aspetto non secondario: all’estero, tra operatori europei e colleghi di altre parti del mondo, non capiscono molto della realtà italiana’.

Bevacqua è anche componente autorevole dell’Uftaa, l’organizzazione mondiale delle agenzie di viaggi, nonché coordinatore per l’Europa e con questo ruolo ha avuto modo di monitorare le opinioni di colleghi stranieri. ´Non riescono a comprendere cosa stiamo facendo e dove vogliamo andare. Questo è il peggior modo di operare. Una legge nazionale sul nostro ruolo, frutto del congresso unico, e calata nelle varie realtà regionali’, conclude Bevacqua, ´ripristinerebbe un po’ di chiarezza e avremmo certamente da guadagnarci’.