Affondo di Renzi contro i sindacati

02/05/2011

Contro l`apertura deinegozi nella giornata di domani, domenica Primo maggio – dedicata alla celebrazione della festa del lavoro-i sindacati del commercio hanno proclamato unitariamente uno sciopero a Milano, a Firenze e nei comuni della Toscana dove non si sia trovato un accordo con i sindaci, mentre a Roma hanno lanciato l`invito a non recarsi al lavoro. Contro il sindacato ha puntato l`indice il sindaco di Firenze, Matteo Renzi: «Improvvisamente aFirenze siamo agli scioperi su tutto -ha detto -. E strano che nel giro di 24 ore siano stati proclamati tre scioperi: Maggio Musicale, Ataf e Pergola. C`è una regia per alzare il tono dello scontro sindacale a Firenze». Renzi non ha risparmiato una stoccata al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi – che ha annunciato una proposta di legge regionale per tutelare alcune festività come Natale, Pasqua, Primo maggio e 25 aprile -, ricordando che «noi oggi applichiamo
la legge Bersani, se si andrà alla legge Rossi rispetteremo lalegge come è naturale che sia».
Non è servito a stemperare le polemiche l`appello del presidente dell`Anci, Sergio Chiamparino, che ieri altermine del tavolo con sindacati, comuni, Confcommercio e Confesercenti ha sollecitato «scelte condivise» annunciando le linee guida che potranno servire per raggiungere intese territoriali sulle aperture degli esercizi commerciali la domenica, o in occasione delle festività. «Decidiamo che ci sono dei giorni che sono nostra identità e che non sono trasformabili, commerciabili», ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sottolineando come «nel resto del mondo ci sono feste sacre ed inviolabili. Proponiamo ai francesi di aprire i negozi il giorno della Presa della Bastiglia: si mettono a ridere». Per Camusso concludendo la campagna della Filcams contro la totale liberalizzazione delle aperture dei negozi – vi sono festività "intoccabili" non solo in Italia, perchè «in quelle giornate iPaesi hanno collocato il senso e il valore della loro dimensione nazionale». Diversa la posizione dei leader della Cisl, Raffaele Bonanni, disponibile per alcuni eventi straordinari a prevedere l`apertura dei negozi, purchè ciò avvenga attraverso la concertazione e non con attiunilaterali dei sindaci. L`invito è a sospendere le polemiche per sedersi ad un tavolo con gli amministratori pubblici e stilare un calendario di aperture. Per Bonnani non si possono confondere le domeniche e le festività intoccabili: «il Primo Maggìo è sacro, mentre bisogna distinguere fra riposo a cui si può rinunciare dietro compenso, e la celebrazione della festa». Critico sullo sciopero il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli: va«abbandonata la ritualità del conflitto perché non ce n`ébisogno su untema che é già normato con chiarezza e che attraverso le deroghe ai comuni rappresenta ancheunbuon esempio difederalismo». Per Sangalli «nessuno vuole derubricare la festa dei lavoratori, mala straordinarietà di alcuni eventi e i fabbisogni emergenti dei consumatori e dei turisti non possono nemmeno essere ignorati».