Affondo Cgil sul commercio

15/03/2011

«Alla fine dell`assemblea nella quale abbiamo spiegato i contenuti del nuovo contratto del terziario firmato da Fisascat Cisl e Uiltucs Uil sette lavoratori della Uiltucs sono passati alla Filcams Cgil». Manuela Perdelli delegata Filcams dell`Ikea di Genova racconta così l`effetto della campagna di informazione tra i lavoratori sul nuovo contratto del terziario. E non è la sola aparlare dell`effetto migrazione verso la Filcams all`attivo dei delegati ieri a Milano dove era presente anche il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Ne parla anche Francesca della Rsu di Zara a Firenze che racconta dell`incontro con i colleghi delegati siciliani: «Dei 21 della Uiltucs in i9 vorrebbero passare alla Filcams». Il primo effetto delle discussioni sull`ipotesi di accordo del terziario sembra aver provocato l`inizio di una migrazione che non lascia ben sperare sul consenso dell`accordo. Il segretario generale della Filcams, Franco Martini, ieri ha ricordato di aver inviato una lettera per chiedere a Fisascat e Uiltucs di fare il referendum certificato sull`ipotesi
di accordo e non solo una consultazione. Per ora però «nessuna risposta», dice.
Mentre da Milano partiva l`offensiva della Cgil su un`intesa che nella lettura di Susanna Camusso «è un arretramento rispetto a quella precedente», a Roma Fisascat e Uiltucs hanno portato avanti una posizione ben diversa invista della ratifica dell`accordo prevista per il 31 marzo. «Mi rammarica che per l`ennesima volta la Cgil non firma – ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni -. In questi momentii contratti si fanno, sigarantisce il posto alla gente e si garantiscono i salari». «Nell`accordo abbiamo un buon aumento triennale di quasi 90 euro – ha aggiunto
Bonanni – si estende l`arbitrato, riusciamo a fare un accordo a pochi giorni dalla scadenza e senza un`ora di sciopero». I contratti vanno firmati «perché cominciano ad esserci pressioni in Europa per farli solo a livello aziendale ha sottolineato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti -. La Cgil vuole difendere i contratti e non farli, macolvento che tira in Europa è importante farli. La Cgil si chiama fuori? Ormai ce ne siamo fatti una ragione».
Da Milano però arriva la controffensiva con un piano di informazione dentro e fuori dalle aziende, la minaccia di scioperi anche di un`ora, improvvisi, o di sabato come è emerso dagli interventi dei delegati. Alla fine Camusso ha moderato itoni, ma sottolineando alcuni punti inaccettabili dell`intesa: in particolare la prevista decontribuzione
Inps per la malattia e il collegato lavoro. Il segretario generale della Cgil ha poi rimproverato Cisl e Uil di adeguarsi a un principio di «rassegnazione» in relazione a «un`idea sbagliata delle ragioni della crisi» e ha invece invitato
i lavoratori del commercio e i delegati Filcams a«unalungaresistenza», a spiegare le ragioni della Cgil «dentro e fuori i luoghi di lavoro», e «a ricostruire l`unità dei lavoratori».