Aeroviaggi diversifica con l’acquisto di strutture alberghiere in Sicilia e Sardegna

06/03/2002

Supplemento al numero di Mercoledì 6 Marzo 2002

RAPPORTI "MEZZOGIORNO"



Il tour operator «mette radici»
Aeroviaggi, nata per l’incoming, diversifica con l’acquisto di strutture alberghiere in Sicilia e Sardegna
Martino Cavalli
Avrebbe potuto essere il primo imprenditore siciliano a quotarsi in Borsa, ma le tempeste dei mercati lo hanno convinto ad aspettare tempi migliori. Per adesso è il primo albergatore in Sardegna, con una disponibilità di oltre 3mila posti letto, grazie al recente acquisto a Santa Teresa di Gallura di un albergo costato 15 milioni di euro. Dalla finanza all’economia reale, la storia di Antonio Mangia, palermitano, e della sua Aeroviaggi, resta un caso piuttosto insolito per l’imprenditoria del Sud, specie se si focalizza l’attenzione sul comparto turistico. Anche se con caratteristiche un po’ anomale, Aeroviaggi è un tour operator, un organizzatore di vacanze, un tipo di azienda quasi inesistente nel Mezzogiorno, dove pochi si spostano per vacanze organizzate e chi lo fa finisce per appoggiarsi ai tour operator che di mestiere fanno viaggiare gli abitanti della Val Padana. A metà degli anni 80, Mangia, agente della Cit, dopo 13 anni di onorato servizio decide di mettersi in proprio. E anziché portare i siciliani all’estero (mercato a tutt’oggi piuttosto ristretto) decide di portare gli stranieri in Sicilia. In gergo si chiama incoming. Mangia punta sulla Francia, evitando accuratamente mercati più grandi ma con operatori troppo agguerriti, come Germania e Gran Bretagna. «Offrivo un charter con un pacchetto tutto compreso – ricorda – ma potevo farlo dove non c’erano giganti che mi avrebbero schiacciato». Cento/centoventi persone a settimana per riempire l’aereo, con l’intuizione di rivolgersi non solo ai parigini, ma anche alla provincia francese. Oggi i francesi rappresentano ancora una buona metà dei suoi clienti. Gli altri sono italiani. «Per avere un buon prodotto ci vuole una clientela omogenea, e francesi e italiani lo sono – racconta Mangia – certo non si può dire la stessa cosa dei tedeschi». Visto che il tour operating "puro" funziona, Mangia si allarga agli alberghi, ma con prudenza. Prima la gestione e poi, ma solo poi, l’eventuale acquisto dell’immobile. In Sicilia e in Sardegna, dove oggi Aeroviaggi controlla con le due formule una quindicina di strutture alberghiere. Il gruppo è cresciuto, i dipendenti sono diventati 250, che in alta stagione salgono esponenzialmente a quota 1.200. Il fatturato è di circa 80 milioni di euro, nel 2001 sono state assicurate quasi 800mila presenze, con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. La concentrazione su questi due mercati "locali" potrebbe rivelarsi quest’anno un vero e proprio colpo di fortuna: alle capacità di crescita fisiologica delle due isole, infatti, si dovrebbero sommare i flussi – le previsioni sono unanimi – degli italiani che non se la sentiranno di andare verso lidi più esotici e ritenuti meno sicuri. Nel frattempo, malgrado i quattro figli tutti impegnati in azienda, Mangia decide che lo sviluppo deve passare attraverso formule organizzative più moderne e compie un’altra volta un passo decisamente anomalo per una media azienda del Sud: decide di aprire il capitale a due soci finanziari. Entrano così la Ldv Holding del gruppo Sanpaolo-Imi e il Fondo Mezzogiorno Impresa, del gruppo Mediocredito Centrale-Banca di Roma: oggi controllano ciascuno circa il 3% del capitale, a cui si aggiunge però un prestito obbligazionario convertibile che, prima di un eventuale collocamento, è previsto faccia salire i due soci a un totale del 15% circa. Le due finanziarie garantiscono, almeno in un primo tempo, le risorse necessarie per proseguire sulla strada dello sviluppo, e per passare sempre più di frequente dalla gestione alla proprietà alberghiera. Poi avrebbe dovuto pensarci la Borsa, anche se la scelta del collocamento è stata temporaneamente "congelata". Mangia non se ne fa un gran cruccio, e continua a lavorare sulle destinazioni di Sicilia e Sardegna. Ma in prospettiva non gli dispiacerebbe allargarsi un po’, magari alla Corsica, e poi forse anche alle Baleari.

Mercoledí 06 Marzo 2002