Aeroporto Pratica di Mare: lavoratori delle pulizie in sciopero da 10 giorni

13/02/2006
    sabato 11 febbraio 2006

    Pagina II – Roma

      LA PROTESTA

        Aeroporto di Pratica di Mare, lavoratori delle pulizie in sciopero da 10 giorni: stipendi ridotti di 300 euro

          di Michela Bevere

            Scioperano da almeno dieci giorni i lavoratori addetti al servizio di pulizia dell’aeroporto dell’Aeronautica militare di Pratica di Mare. La protesta nasce dalla decisione della ditta appaltatrice del servizio di pulizia, Maca s.r.l., di ridurre drasticamente gli orari dei lavoratori in misura anche superiore al 50%, riduzione che vedrebbe ridotti gli stipendi di ciascuno dei 50 lavoratori interessati, per lo pi� part-time, di circa 300 euro al mese.

              I tagli, secondo la Filcams Cgil, tra l’altro, sono stati maggiori rispetto a quelli operati dal ministero della Difesa alla stessa societ�. All’incontro previsto per gioved� la Maca s.r.l. non si � presentata, ed � quindi rimandato tutto al 21 febbraio, giornata in cui � previsto un incontro nazionale tra le organizzazioni sindacali e le aziende incaricate dal Ministero della Difesa all’espletamento di questi servizi. E’ passato, infatti, in Parlamento il decreto ‘mille proroghe’ che prevede l’assegnazione di 200 milioni di euro in pi� al Ministero della Difesa. �Quello che chiediamo alla Maca s.r.l. � di ripristinare l’originario orario di lavoro, in attesa dell’incontro del 21 febbraio, in cui decideremo insieme agli altri sindacati e alle aziende quanti soldi in pi� destinare a questi servizi�, ha dichiarato Sabatino Marcello della Filcams Cgil di Pomezia. Intanto, per�, due aziende dipendenti dal ministero della Difesa, la Colacop e la Colocop, che si occupano sempre di attivit� di pulizia, hanno ripristinato il precedente orario di lavoro. Quindi, ha spiegato Miriam Broglia della Filcams Cgil di Roma e Lazio, �abbiamo inviato una lettera per chiedere a tutte le aziende, che ancora non l’hanno fatto, in attesa di conoscere e verificare la ripartizione degli stanziamenti approvati, la revoca immediata dei tagli e della riduzione unilaterale dell’orario di lavoro�. Da parte loro, i lavoratori dicono di voler continuare la protesta ad oltranza, finch� la ditta non verr� incontro alle loro esigenze.