Adesso vogliono privatizzare Enit

02/10/2007
    martedì 2 ottobre 2007

    Pagina 15 – Turismo

      Presto anche la proposta di far tornare le competenze turistiche all’esecutivo. Stop dalle regioni.

        E adesso vogliono privatizzare Enit

          La proposta inserita nel testo della Finanziaria da Rutelli

          di Andrea G. Lovelock

            Un Enit privatizzata? Sì, ma con le regioni dentro. Questo il botta e risposta tra Rutelli e la Conferenza delle regioni, che in pochi giorni ha nuovamente posto alla ribalta il futuro dell’Agenzia nazionale per la promozione turistica. Un’accelerazione del dibattito provocata dall’emendamento presentato in Finanziaria, fortemente voluto dal vicepremier Francesco Rutelli, sulla trasformazione dell’Enit da agenzia a ente pubblico economico. sarebbe un cambiamento che, come si legge nell’emendamento, consentirebbe all’ente di svolgere i propri compiti istituzionali con maggiori snellezze di procedure. Le polveri sono esplose venerdì scorso, con l’annuncio dell’emendamento in Finanziaria e con le affermazioni di Pierluigi Mantini, presidente dell’Osservatorio parlamentare per il turismo, di voler presentare alle camere la proposta di una nuova modifica costituzionale, per dare più poteri allo stato in materia di strategie turistiche.

            Per il coordinatore degli assessorati regionali al turismo, Enrico Paolini, che proprio ieri ha presentato una memoria a Rutelli. «Le regioni condividono lo spirito costruttivo dell’emendamento e quindi il tentativo di velocizzare l’attività promozionale che compete all’Enit, ma pongono tre condizioni per dare l’avallo definitivo alla trasformazione dell’Enit in organismo economico: la prima è che il provvedimento venga acquisito solo dopo il parere favorevole da parte della Conferenza delle regioni; la seconda che venga mantenuto il 50% di rappresentanza delle regioni all’interno del consiglio d’amministrazione dell’Enit; la terza riguarda la garanzia che l’attuale cda possa continuare a svolgere le proprie funzioni in un momento cruciale per il rilancio del turismo italiano all’estero».

            Una serie di distinguo, che Paolini motiva anche con circostanziate argomentazioni: «Siamo consapevoli del fatto che l’Enit ancora oggi soffre di una lentezza strutturale, ma è altrettanto evidente che non dipende da chi oggi sta lavorando dentro l’Enit. Dal giugno scorso, ad esempio, siamo in attesa di avere il via libera sul nuovo statuto, che non è ancora arrivato. C’è poi il cambiamento di guida operativa per quanto attiene il portale».

            Circa la proposta di legge di Pierluigi Mantini sulla modifica del titolo V della Costituzione per restituire allo stato e a una governance centrale buona parte delle competenze in materia di turismo, Paolini è molto esplicito: «Se questa è la sostanza della proposta», ribatte Paolini, «credo che si proceda sulla strada sbagliata, perché non ci si rende conto di creare ulteriori lungaggini e ritardi. Una simile azione, infatti, prefigura almeno 2 anni di preparazione e nel frattempo che facciamo? Congeliamo tutto? Poi ci si dimentica che già oggi, nel cda dell’Enit, la posizione delle regioni è ben delimitata e che le decisioni vengono condivise con le rappresentanze degli operatori turistici privati».

            Ad alimentare la polemica intorno all’ennesimo capitolo Enit c’è poi il Touring club che ad alcuni è parso volersi candidare alla guida dell’agenzia privatizzata, come aveva tentato anni fa. Lo ha ipotizzato, indirettamente, il direttore generale del Tci, Guido Venturini, nel corso di una recente audizione alla X commissione attività produttive della camera. A questa ipotesi il presidente Confturismo, Bernabò Bocca, risponde in modo molto franco: «Non ci interessa la forma giuridica che si vuole dare all’Enit, a noi preme che funzioni bene e subito. Di certo, la regola dalla quale non si può derogare è che nel turismo la promozione spetta al pubblico e la commercializzazione al privato».

            Proprio domani è prevista un’altra audizione presso la X commissione attività produttive alla camera con i vertici dell’Enit. La telenovela continua.