«Adesso prepariamo il 24 ottobre»

06/10/2003






05.10.2003
«Adesso prepariamo il 24 ottobre»
di 
Angelo Faccinetto


 Sciopero generale di quattro ore, venerdì 24 ottobre, con manifestazioni articolate in tutta Italia. E poi mobilitazione continua, almeno fino a quando il governo non cambierà idea. Cgil, Cisl e Uil, il giorno dopo il varo da parte del governo della «riforma» che taglia le pensioni, hanno mantenuto la parola. Sarà lotta dura. E, soprattutto, questa volta sarà lotta unitaria. Con buona pace di chi a Palazzo Chigi spera di poter tornare al «dialogo», già dal 25 ottobre, senza pagar dazio.

Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, al termine della riunione della segreteria unitaria, parlano con una voce sola. E si mostrano determinati. «Facciamo uno sciopero generale forte – dice il leader della Cgil – ma siamo pronti a proseguire la mobilitazione per tutto il tempo necessario a fare cambiare idea al governo». Il numero uno della Cisl gli fa eco. «Non escludiamo una grande manifestazione, non escludiamo nulla – afferma -. Tutto dipende dall’atteggiamento delle controparti: non ci limitiamo a chiudere la partita con lo sciopero generale». Concetti che il leader della Uil conferma parola per parola.
Ma quella dei tre segretari confederali, oltre a segnare l’avvio di un’offensiva mirata a salvaguardare i diritti previdenziali di milioni di lavoratori, è anche una risposta al ministro del Welfare. Ed è una risposta inequivocabile. Maroni, ieri mattina, dopo il no del sindacato che aveva bollato come «immorale» la sua «riforma», aveva tentato di ricucire invitando al dialogo Cisl e Uil. La Cgil no: «difficile sedersi al tavolo con Epifani», rincarato poi con un «non si può dialogare con chi minaccia». A stretto giro di posta, con lo sciopero generale unitario, è arrivata la risposta. «Cgil, Cisl e Uil sono unite – spiega Guglielmo Epifani al termine della riunione delle segreterie -: chi vuole dialogare , dialoghi con tutti e tre». Poi, a conferma della compatezza del fronte sindacale, il leader della Cgil descrive il clima in cui si è svolta la riunione. «Una bella discussione – dice – arricchita da punti di vista interessanti. Il sindacato è e resterà unito». Altrettanto esplicito Pezzotta. «Maroni – sostiene – parla per sè, non per noi. La nostra posizione è chiara: se Maroni vuole dialogare cambi la proposta di riforma. E poi io sono una persona quasi cordiale, parlo con tutti». E sull’unità ritrovata? Il numero uno della Cisl non mostra dubbi. «Ci sono momenti in cui si litiga e momenti in cui non si litiga. Oggi, per quello che sta succedendo, è il momento di camminare insieme».
Una prima conferma la si avrà poco dopo, alla manifestazione dei sindacati europei che vedrà i tre leader insieme sul palco romano di piazza del Popolo. Un fatto che deve aver preoccupato non poco il governo. Che, non a caso, ha annunciato l’intenzione di lanciare, sulle pensioni, un’offensiva mediatica. Sulla scia del premier e del suo discorso alla nazione – e a reti (pubbliche) unificate – di lunedì scorso. Ad anticiparlo, in un’intervista a Radio Padania, è stato lo stesso ministro Maroni. Che evidentemente deve avere qualche problema a spiegare alla propria base elettorale (specie a quella che avrà maturato i fatidici 35 anni nel 2008) che «grazie alla Lega» le pensioni di anzianità sono state salvate. «Il governo sta preparando una campagna informativa – spiega -: questa volta non perderemo la guerra dell’informazione contro le falsità. La verità sulla riforma è un’altra e la faremo sapere ai cittadini. Noi coniughiamo rigore ed equità sociale».
Poi, a complicare le cose, non ci sono solo le pensioni. Nel mirino dello sciopero generale del 24, Cgil, Cisl e Uil hanno messo anche la Finanziaria. Le tre confederazioni, qualche mese fa, hanno presentato al governo un documento unitario per lo sviluppo, ma di quel documento, nella legge presentata nei giorni scorsi al Senato dal ministro Tremonti, non c’è nessuna traccia. E anche di questo, sulle piazze di tutta Italia, chiederanno conto.

A protestare, comunque, il 24 ottobre, non saranno solo Cgil, Cisl e Uil. Anche l’Ugl, la confederazione di destra vicina ad Alleanza nazionale, ha proclamato per quel giorno uno sciopero generale di quattro ore. Obiettivo, «recuperare lo spirito di dialogo e costringere il governo a correggere la rotta della riforma delle pensioni». E pure gli aderenti alla Gilda nazionale degli insegnanti incroceranno le braccia. Per il governo non saranno settimane facili.